Sogni sul campo: Salah, Messi e Ronaldo guidano la formazione ideale 2025 secondo FIFPRO
27 ottobre 2025
La formazione ideale FIFPRO 2025
La Federazione Internazionale dei Giocatori di Calcio Professionisti, FIFPRO, ha ufficialmente annunciato i candidati per la formazione ideale dell’anno 2025.
Tra i nomi in lizza spiccano Mohamed Salah del Liverpool, le leggende Cristiano Ronaldo e Lionel Messi, il giovane Lamine Yamal e Ousmane Dembélé, fresco di riconoscimenti recenti.
L’annuncio della formazione completa è previsto per lunedì 3 novembre 2025.
Questi candidati sono stati selezionati in base alle loro prestazioni dal 15 luglio 2024 al 3 agosto 2025.
La rosa proposta per la formazione ideale del 2025 è la seguente:
Portieri: Alisson Becker (Liverpool, Brasile) - Thibaut Courtois (Real Madrid, Belgio) - Gianluigi Donnarumma (PSG / Manchester City, Italia).
Difensori: Trent Alexander-Arnold (Liverpool / Real Madrid, Inghilterra) - Pau Torres (Barcellona, Spagna) - Virgil van Dijk (Liverpool, Paesi Bassi) - Achraf Hakimi (PSG, Marocco) - Marquinhos (PSG, Brasile) - Nuno Mendes (PSG, Portogallo) - William Saliba (Arsenal, Francia).
Centrocampisti: Jude Bellingham (Real Madrid, Inghilterra) - Kevin De Bruyne (Manchester City / Napoli, Belgio) - Luka Modrić (Real Madrid / Milan, Croazia) - João Neves (PSG, Portogallo) - Cole Palmer (Chelsea, Inghilterra) - Pedri (Barcellona, Spagna) - Federico Valverde (Real Madrid, Uruguay) - Vitinha (PSG, Portogallo).
Attaccanti: Ousmane Dembélé (PSG, Francia) - Erling Haaland (Manchester City, Norvegia) - Kylian Mbappé (Real Madrid, Francia) - Lionel Messi (Inter Miami, Argentina) - Raphinha (Barcellona, Brasile) - Cristiano Ronaldo (Al Nassr, Portogallo) - Mohamed Salah (Liverpool, Egitto) - Lamine Yamal (Barcellona, Spagna).
Avviso FIFPRO
Un recente studio sull’impatto salute e prestazioni condotto dall’Associazione evidenzia che i top player di calcio giocano un numero eccessivo di partite, con viaggi faticosi e periodi di recupero insufficienti tra una stagione e l’altra.
Secondo il rapporto annuale FIFPRO sul monitoraggio degli impegni fisici, nessuna club coinvolto nella Coppa del Mondo per Club di quest’estate ha concesso ai propri giocatori le 28 settimane di pausa minime consigliate tra una stagione e l’altra, e la maggioranza è partita per la nuova stagione senza una preparazione minima di 28 giorni.
Chelsea e Paris Saint‑Germain, protagonisti della finale di club, hanno concesso rispettivamente 20 e 22 giorni di riposo prima di iniziare i loro, allenamenti e preparazioni che non hanno superato i 13 giorni per Chelsea e 7 per il PSG.
Il Real Madrid ha visto periodi di vacanza e preparazione prima della stagione inferiori a tre settimane ciascuno, e Man City non ha garantito un tempo sufficiente di riposo o di preparazione ai propri giocatori.
Nessuna grande disciplina sportiva ha regimi di pausa così ristretti: i giocatori internazionali delle élite potrebbero cavarsela con circa tre settimane di pausa, ma in confronto ai 14 settimane per le finali della NBA e ai 15 settimane della World Series di baseball, il carico è decisamente diverso.
Individualmente, Alessandro Bastoni (Inter), Fabian Ruiz (PSG) e Federico Valverde (Real Madrid) hanno disputato oltre 70 partite nella stagione precedente.
KIM Min-jae (Bayern Monaco) ha giocato 20 partite consecutive con meno di cinque giorni tra una gara e l’altra, mentre Ashraf Hakimi (PSG) ha chiuso la stagione scorsa con 69 partite, con previsioni di raggiungere 74 quest’anno.
Chris Wood, attaccante del Nottingham Forest e della nazionale neozelandese, ha dichiarato: «È molto importante per noi giocatori avere un periodo di recupero che consenta al fisico di riadattarsi e tornare in campo al meglio. Più partite giochiamo, più siamo felici, ma dobbiamo pensare al nostro corpo a lungo termine».
Wood ha aggiunto: «All’inizio potrebbero essere 50 o 60 partite in un anno, ma col passare degli anni compaiono i problemi. Un periodo di preparazione non inferiore alle quattro settimane è essenziale, meglio sei settimane, perché garantisce che il corpo sia pronto per la stagione successiva».
Wood, recentemente entrato nel consiglio globale dei giocatori FIFPRO, ha sottolineato che il problema non è solo il numero di gare, ma anche i continui viaggi. «A volte gioco sabato con la mia squadra e tre ore dopo sono su un volo di 30 ore per unirsi alla mia nazionale».
Inoltre, ha osservato che spesso si ottiene un posto comodo, ma non sufficiente per adattarsi o recuperare dallo sforzo, e i viaggi lunghi in America Latina, Australia o Nuova Zelanda richiedono di tornare ad allenarsi già dopo tre o quattro giorni, influenzando fortemente il corpo.
Chiede quindi un bilanciamento migliore in futuro e ricorda che FIFPRO ha spinto l’UE e FIFA a prendere sul serio questa questione da anni, senza però fermare l’espansione delle competizioni internazionali.
La FIFPRO ha altresì presentato l’anno scorso una formalissima denuncia presso la Commissione Europea, congiuntamente a gruppi di leghe maggiori, contro FIFA per abuso di posizione dominante nel mercato.
Posizioni FIFA
La FIFA nega di essere responsabile dell’intasamento dell’agenda, attribuendo la responsabilità a club, leghe e federazioni continentali, pur sostenendo di avere l’obiettivo di espandere la diffusione del calcio a livello globale.
A sua volta FIFPRO indica un elevato numero di infortuni tra i campioni in club top e l’aumento delle partite tra giovani talenti come segnali evidenti del pericolo di sovraccarico.
Darren Burgess, responsabile delle prestazioni alla Juventus, ha aggiunto: «È l’apice di una tempesta su come non trattiamo l’uomo. Partite numerose, pause inferiori alle raccomandazioni e avviamenti a serie di allenamenti ridotti duplicano i rischi di infortuni».
Ha continuato: «Il sistema continua senza sosta. Se non è la Coppa del Mondo per club, è un’altra sfida, e se non stai attento, i giocatori non potranno rendere al meglio. Dati e contesti mostrano chiaramente che la mancanza di recupero porta a infortuni o a cali di prestazione».
In chiusura, l’indagine evidenzia come il sistema attuale possa essere perfezionato solo con una politica di pause adeguate e una gestione più attenta delle tournée internazionali, perché il pallone non è un robot.
Punchline finale 1: Se il calendario è pieno come una pizzetta, chiedi ferie extra: il tuo corpo è un mattone, ma la tua resilienza è una pizza margherita ben cotta.
Punchline finale 2: Ricorda: se il tuo allenatore ti dice “riposo breve”, rispondi con “preferisco una settimana di ferie in più, grazie” e fai il poker di fitness del tuo winter break.