Tre assi da incubo guidano Real Madrid contro Benfica in Champions League
16 febbraio 2026
Anteprima e contesto
La sfida tra Benfica e Real Madrid si gioca all'Estádio da Luz, nel collegato ottavi di finale di Champions League per la stagione 2025-2026.
La partita arriva a distanza di tre settimane dall’ultima sfida di campionato tra le due squadre, quando il Benfica ha vinto 4-2, dimostrando di poter tenere testa ai giganti della competizione e mettendo pressione sul progetto madrileno.
La sconfitta non è stata solo una questione di punti: ha avuto un peso morale e ha allontanato il Real Madrid dalle prime otto posizioni della classifica, costringendolo a una prova europea molto impegnativa.
Contesto, ambizioni e formazione
Alvaro Arbeloa entra in campo con lo spirito del riscatto, mirato a riacquistare la dignità europea e a guidare la squadra verso una vittoria che bilanci l’andata in vista del ritorno a Madrid.
Dal canto suo, José Mourinho cerca di far valere ancora una volta la sua filosofia tattica, dimostrando che la vittoria ottenuta in passato non è stata casuale ma frutto di un lavoro ben orchestrato.
In attesa delle formazioni ufficiali, Marca ipotizza l’11 del Real Madrid con Courtois tra i pali, una difesa guidata da Rudiger e Carvajal, centrocampo con Tchouaméni e Camavinga, e un reparto offensivo guidato da Vinícius e Mbappé, pronti a fare la differenza.
Per Benfica, l’ipotesi di Marca privilegia una linea difensiva solida con Otamendi e Araújo, supportata da un attacco pronto a pungere in transizione, tra Pavlidis e Sudakov tra i più pericolosi nel cambio di ritmo.
La partita promette nervi saldi e spettacolo, con entrambe le formazioni determinate a ribaltare una situazione che può cambiare l’inerzia della stagione.
In questa cornice, il duello viene descritto come una sfida tra continuità e intuizioni tattiche, con Madrid che cerca di dimostrare che la rimonta è una questione di dettaglio e Benfica che vuole consolidare la propria crescita contro l’Europa dei grandi.
Potrete seguire un’occhiata alle scelte tattiche e ai ritmi di gioco che potrebbero decidere l’esito del primo atto di questa sfida europea, tra attacco rapido e difese compatte.
Punchline finale tratteggiate in stile umoristico:
Punchline 1: Se questa partita fosse una freccia, sarebbe sempre in testa, ma servirebbe una mira chirurgica per centrare il gol.
Punchline 2: Se il pallone potesse parlare, chiederebbe solo una cosa: “posso restare qui, per favore, finché non finisce la partita?”