Vite a rischio: le polemiche sull'inno dividono la nazionale femminile iraniana
6 marzo 2026
La controversia sull'inno nazionale
Durante la partita d'esordio contro la Corea del Sud, le giocatrici della nazionale iraniana di calcio femminile hanno rifiutato di intonare l'inno nazionale. La sfida si è disputata a Gold Coast, in Australia, e l'Iran è uscita sconfitta 0-3.
Reazioni e conseguenze
Il commentatore televisivo Mohammad Reza Shabazi ha definito l'episodio la "massima umiliazione" e ha affermato che si tratta di una violazione chiara delle norme nazionali, meritando misure severe. Le atlete intervenute hanno evitato l'inno o il saluto militare durante la partita, gesto che è stato interpretato come una" tradimento" dalla platea televisiva.
Ha aggiunto: "Chiunque agisca contro la nazione in tempo di guerra deve essere trattato con maggiore severità, proprio come la squadra femminile che non ha cantato l'inno."
Nonostante le giocatrici abbiano poi rispettato l'inno e eseguito il saluto militare nella partita successiva contro l'Australia (0-4), la vicenda ha suscitato un acceso dibattito sia in Iran sia fuori dai confini nazionali.
Nel contesto, Ali Bernayi, giornalista iraniano residente in Germania, ha dichiarato al quotidiano Le Parisien che "la vita delle giocatrici è in pericolo imminente" e ha sottolineato le tensioni che circondano la vicenda.
Con una partita rimanente nel torneo contro le Filippine, cresce la probabilità che le giocatrici restino in Australia più a lungo per protezione, alimentando ulteriormente l’interesse internazionale su questo caso e sulle sue implicazioni politiche e sportive.