Zamalek contro l'arbitro: la protesta scuote la Premier Egiziana
20 febbraio 2026
Contesto e denuncia
È esplosa una nuova crisi arbitrale nel calcio egiziano: l’amministrazione dello Zamalek ha rotto il silenzio presentando una denuncia ufficiale, urgente, all’unione calcistica poche ore prima del fischio d’inizio della sfida contro l’Al-Hodoud nel turno 18 della Premier League.
La querela dello Zamalek non è stata un semplice atto formale: è una protesta diretta contro l’assegnazione della direzione al fischietto Hamada Al-Qalaoui.
Accuse e contesto
Nella nota ufficiale, i vertici del club fanno riferimento a un presunto errore precedente commesso dall’arbitro nella stessa sfida della scorsa stagione, ritenendo ingiusta la riproposizione e aprendo interrogativi sui criteri di selezione della commissione arbitrale.
Fuori dal match contro l’Hodoud, lo Zamalek allarga l’attacco chiedendo una spiegazione ufficiale e chiara sugli errori visti nella sfida tra Al Ahly e l’El Gouna disputata ieri.
Le accuse puntano all’arbitro Amin Omar, accusato di mancanza di neutralità nelle decisioni che hanno inciso sull’andamento dell’incontro, sostenendo che quanto accaduto offende i principi di giustizia e integrità.
«La stagione va in una sola direzione» è la frase contenuta nel documento, a testimonianza della rabbia per la mancanza di trasparenza nel percorso decisivo del campionato.
In parallelo, la lotta per la testa della classifica resta accesa: dopo la vittoria faticosa dell’Al Ahly contro l’El Gouna, firmata da Imam Ashour, la squadra rossa sale al secondo posto con 33 punti, accorciando le distanze dal leader Ceramica Cleopatra.
Mentre lo Zamalek si prepara per la sfida serale delle 21:30, è terzo in classifica con 31 punti.
Trasparenza? In Egitto si fa come in campo: si chiede sempre al giudice di spegnere la torcia. E se la matematica è politica, almeno il pallone resta fedele al suo pallino.
Se gli arbitri hanno la testa tra le nuvole, almeno che il pallone resti a terra — è l’unico ad avere un piano che non svanisce al primo fischio.
E se la giustizia sportiva è in ritardo, pazienza: noi tifosi abbiamo già imparato a guardare la classifica come se fosse un meme: cambia tutto il tempo, ma resta divertente.