Zamalek sull’orlo della crisi: l’appello al presidente Sisi e la minaccia della bandiera bianca
14 dicembre 2025
Crisi finanziaria scuote Zamalek
Hani Barzi, membro del consiglio di amministrazione dello Zamalek, ha sottolineato in un’intervista televisiva la gravità della situazione attuale, chiedendo al presidente della Repubblica, Abdel Fattah el-Sisi, di guardare allo Zamalek con la grande popolarità che rappresenta una leva soft power per l’Egitto e di intervenire per risolvere la crisi.
Barzi ha aggiunto che i membri del consiglio non hanno nel carattere il salto dal carro e non pensano alle dimissioni, ma hanno ammesso che la situazione è estremamente difficile e potrebbe portarli, in una fase, a sollevare la bandiera bianca se la pressione continuasse.
Ha evidenziato che la Commissione per lo sviluppo e tutti i tifosi dello Zamalek sono solidali con il consiglio, e che è prevista una riunione martedì prossimo per discutere i passi successivi, aggiungendo che non si conosce ancora la reale ragione della revoca della terra del club a 6 ottobre giardin, nonostante tutte le approvazioni e le lettere che attestano la correttezza delle operazioni intraprese.
Per quanto riguarda la motivazione del mantenimento della terra, Barzi ha detto che la terra in sé non è la salvezza, bensì il potenziale rendimento economico atteso da quel progetto, soprattutto in considerazione della grave carenza di risorse del club.
Barzi ha aggiunto che i grandi club di successo si basano sulla stabilità gestionale e su progetti di sviluppo, come la creazione di filiali multiple, cosa che lo Zamalek ha mancato a causa della mancanza di stabilità dirigenziale negli ultimi due decenni.
Ha condannato la decisione di revocare la terra, sottolineando che il consiglio aveva predisposto un piano di lavoro completo per la prima squadra e gli altri sport per i prossimi tre anni, ma la revoca ha interrotto tutto causando un enorme disavanzo e spingendo alcuni giocatori a considerare la rescissione dei contratti, ribadendo che la posizione del consiglio è quella di mantenere la proprietà della terra.
Ha ritenuto che ritardare la costruzione non sia una giustificazione per la revoca, poiché si può regolare la tempistica o estenderla come prassi comune in un progetto di sviluppo.
Barzi ha espresso delusione per le promesse percepite dal governo: “le parole erano belle all’inizio, ma dove sono ora? Quattro mesi sono passati senza cambiamenti concreti, e opzioni come una terra alternativa comportano altri due anni di attesa, cosa estremamente difficile.”
Ha aggiunto che entrate da quote sociali, trasmissioni e biglietti non bastano a coprire le spese, sottolineando che “ogni passo intrapreso nel progetto di Ottobre era corretto, e avveniva con l’approvazione dell’Autorità delle Comunità Urbane.”
La corda salvagente
Per quanto riguarda lo sbocco della situazione, Barzi ha evidenziato che la terra in sé non è la vera salvezza, ma il ritorno economico atteso, soprattutto in un contesto di risorse limitate del club.
Barzi ha commentato che “i club maggiori hanno successo grazie alla stabilità gestionale e ai progetti di sviluppo, come l’apertura di filiali: è proprio ciò che Zamalek ha perso con la mancanza di stabilità direzionale.”
Ha condannato la revoca della terra, ribadendo che “il consiglio ha predisposto un piano di lavoro per tre anni per la squadra e le altre discipline, ma la revoca ha fermato tutto e generato un grave deficit che ha spinto alcuni giocatori a pensare di rescindere i contratti.”
Ha ritenuto che “ritardare la costruzione non è una giustificazione per la revoca; si può cambiare la tempistica o estenderla come prassi normale.”
Barzi ha espresso irritazione per le promesse non mantenute: “le parole erano belle all’inizio: ma dove sono ora? Quattro mesi senza cambiamenti reali, e l’opzione terra alternativa significherebbe aspettare altri due anni, un’enorme difficoltà.”
Ha aggiunto che entrate da abbonamenti, diritti TV e biglietti non bastano a coprire le spese, aggiungendo che “ogni passo nel progetto di Ottobre era corretto, con l’approvazione dell’ente competente.”
Pubblicità finale e note: nello sport la realtà è che a volte il cuore batte più forte delle cifre, ma i conti non mentono.
Punchline 1: Se questa è una crisi, è una crisi con stile: almeno il bilancio ha imparato a resettarsi all’italiana.
Punchline 2: E se la terra non arriva, meglio trasformarla in un campo di meme: pubblico, sponsor e tifosi non si lamentano mai di un buon meme.