Allarme FIFPRO: le calciatrici iraniane tra accuse di tradimento e minacce alla sicurezza durante la Coppa d’Asia
9 marzo 2026
Situazione preoccupante
FIFPRO ha espresso preoccupazioni internazionali per la sicurezza delle calciatrici della nazionale iraniana, dopo accuse di tradimento scaturite dal rifiuto di cantare l’inno nazionale in una partita della Coppa d’Asia disputata in Australia.
L’organizzazione ha aggiunto che esiste un rischio reale sul loro futuro al ritorno in Iran, soprattutto a seguito delle polemiche pubbliche generate dalla loro posizione durante la competizione in Australia.
La selezione iraniana aveva iniziato la partecipazione al torneo la scorsa settimana, in concomitanza con un aumento delle tensioni militari dopo attacchi americani e israeliani sul territorio iraniano.
Alcuni tifosi hanno assistito all’uscita della squadra dal terreno di gioco in modo acceso, proferendo slogan e osservando la protesta durante la partita contro le Filippine, con la presenza di una notevole carica emozionale tra i tifosi presenti.
Alcuni sostenitori hanno tentato di impedire all’allenatrice di lasciare lo stadio, chiedendo protezione per le calciatrici e sottolineando le crescenti preoccupazioni sul loro possibile ritorno in patria. Inoltre, oltre 66.000 persone hanno firmato una petizione per chiedere al governo australiano di non farle uscire dal Paese finché la situazione non fosse chiarita, soprattutto perché il team è ospite a Gold Coast, Queensland.
Sviluppi e risposte istituzionali
Biù Bush, presidente dell’Unione dei giocatori professionisti in Asia e Oceania, ha dichiarato che non è ancora stato possibile contattare direttamente le giocatrici per conoscere la loro posizione o se stiano pensando di chiedere asilo in Australia.
Ha spiegato che la situazione è “estremamente preoccupante” e che tali circostanze non sono nuove, ma si inseriscono in un contesto di crescenti campagne di repressione negli ultimi mesi.
Ha inoltre riferito che l’ente sta collaborando con FIFA e AFC, insieme al governo australiano, per garantire misure concrete finalizzate a proteggere le giocatrici e permettere loro di decidere liberamente sul loro futuro.
E per chi si fosse perso il plot twist sportivo, c’è sempre tempo per una battuta: se il football è sinonimo di caos, la vera rissa è tra politica e pallone — e in Australia il pallone sta tenendo la porta aperta al dibattito. E se il comitato decide di andare a tempi supplementari, che almeno ci sia una birra fredda in tribuna per chi segue da casa!