Arab Cup: perché l'Arabia Saudita è stata assente nelle prime tre edizioni?
21 novembre 2025
Il conto alla rovescia per la Coppa Arab delle nazioni è iniziato: si disputerà dal 1 al 18 dicembre prossimo in Qatar.
E questa edizione vedrà molte formazioni forti, con l’Arabia Saudita che ha deciso di presentare la rosa completa, guidata dall’allenatore francese Hervé Renard, per prepararsi al Mondiale 2026.
Nel presente riepilogo analizziamo perché la Saudita è stata assente dalle prime tre edizioni della Coppa Arab e come la sua storia si è intrecciata con questo torneo.
Periodo di fondazione
All'inizio degli anni '60, il calcio saudita viveva quella che potremmo chiamare una vera 'fase di sviluppo': l'Unione calcistica saudita nacque ufficialmente nel 1956, ma era ancora in fase di consolidamento.
Si lavorava per mettere ordine al livello nazionale: organizzare i tornei locali, fondare i club in modo ufficiale e definire strutture amministrative durevoli.
A quel tempo la nazionale non era pronta per gare esterne.
L'obiettivo prioritario era rafforzarsi dall'interno prima di pensare all'espansione all'estero.
Osservare lo scenario
Con la nascita delle prime edizioni della Coppa Arab nel 1963, 1964 e 1966, l'Arabia Saudita scelse di osservare da lontano.
La manifestazione era nuova, con risorse limitate e organizzazione non ancora stabile; il paese lavorava per consolidarsi.
Di conseguenza la mancata partecipazione fu una scelta naturale, coerente con quel periodo e non dovuta a divergenze sportive.
Prima apparizione degna di nota
Dopo una pausa di 19 anni dalla terza edizione (1966), la federazione saudita riuscì a rilanciare la nazionale: organizzò la competizione del torneo in casa nel 1985.
Gli uomini di nazionale raggiunsero il terzo posto in quell'edizione: batté la Giordania 4-0 nell'esordio, fu sconfitta in semifinale dall'Iraq per 2-3, e guardò al terzo posto vinto contro il Qatar ai rigori 3-1.
Seconda posizione storica
Nonostante l'assenza dalle prime tre edizioni, l'Arabia Saudita ha conquistato due volte la seconda posizione: nel 1998 (contro il Qatar, 3-1) e nel 2002 (in Kuwait, battendo il Bahrain 1-0 in finale, con gol di Mohammed Noor).
Da quel momento, la nazionale non ha più conquistato il titolo, rimanendo al vertice della lista delle seconde classificate insieme all'Iraq, che ne detiene quattro.
Una storia lunga
A parte i due secondi posti e il terzo posto del 1985, la nazionale saudita ha una finale mancata anche nel 1992 in Siria, dove perse contro l'Egitto 3-2.
Il 2012, giocato in casa, vide i sauditi chiudere al quarto posto: sconfitta in semifinale contro la Libia e successivo k.o. contro l'Iraq nel match per il terzo posto.
Ambizioni elevate
Nel prossimo mese, la Nazionale saudita inizierà una Coppa Arab con caratteristiche diverse, ma con un obiettivo chiaro: tornare sul gradino più alto e costruire una squadra competitiva in attesa del Mondiale 2026.
Nel ritiro, i giocatori sentono che questa Coppa rappresenta un'opportunità unica per scrivere una nuova pagina, in un periodo delicato tra la fase di costruzione e la preparazione per il mondo.
Punchline finale: se la Coppa Arab è una caccia al colpo, l'Arabia Saudita ha già puntato la mira. E se la mira va a segno, il pubblico applaude; se sbaglia, la risata è solo per chi scambia la ruota di scorta con una trottola.
Punchline finale 2: la tattica è sovraccarica di rigori, ma ricordate: nel calcio, come in una buona foto di gruppo, è la temporizzazione a fare la differenza, non la posa.