Barcellona tra debiti, elezioni e una rinascita inaspettata: le rivelazioni di Elena Fort
6 marzo 2026
Contesto e dichiarazioni principali
Elena Fort, vicepresidente dimissionaria del Barcellona, in vista delle elezioni fissate al 15 marzo, ha difeso l’operato della dirigenza negli ultimi anni contro le critiche.
Fort ha dichiarato che Barcellona era "morta" all’epoca: la squadra non riusciva a pagare gli stipendi né le bollette, e il rischio di una soluzione legale era estremamente reale.
Ha ricordato che la situazione richiedeva scelte difficili e che l’intervento dell’amministrazione attuale ha evitato conseguenze ancora più pesanti.
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Laporta: Font è bugiardo per screditarmi, una reazione che richiama le tensioni interne tra la dirigenza e i giocatori.
Fort ha aggiunto che Barcellona ha salvato se stessa anche attraverso strumenti come Barça Vision, commerci e investimenti che hanno rafforzato i conti.
Secondo la dirigente, al ritorno della gestione Laporta, i piani di salvataggio basati su accademie, attività audiovisive e altri asset non erano superiori a 250 milioni di euro, ma sono cresciuti significativamente.
Ha attribuito gran parte delle perdite al costo elevato di giocare al Montjuïc, stimato intorno a 100 milioni di euro all’anno.
Nonostante le difficoltà, Fort sostiene che la squadra abbia registrato due anni consecutivi di risultati operativi positivi e che Barcellona stia andando nella giusta direzione nonostante i debiti accumulati.
Fort ha insistito sul fatto che il club ha imparato a rialzarsi senza rinunciare agli obiettivi sportivi, e che la gestione attuale sta tracciando una rotta credibile per il futuro.
Punchline 1: Se il Barcellona va in rosso, non è la fine del mondo: è solo una chicca cromatica sul logo, che si tinge di rosso Ferrari quando serve una svolta!
Punchline 2: In caso di difficoltà, ricordiamoci che la vera specialità del club è trasformare i problemi in spettacolo: musica, luci e Barça Vision, tutto sotto controllo... o quasi!