CAN 2025: la finale che potrebbe riscrivere la storia del titolo africano
6 aprile 2026
La controversia torna in tribunale
Dopo oltre due mesi da uno degli finali più discussi della CAN, la questione torna all’attenzione del TAS: la Senegal ha annunciato l’intenzione di impugnare la decisione della CAF che ha assegnato al Marocco la vittoria per 3-0 a tavolino.
La finale, disputata a Casablanca, vedeva il Senegal ritirarsi prima del fischio finale dopo tensioni sugli spalti. La CAF aveva stabilito la vittoria del Marocco, ritenendo che l’uscita della squadra senegalese non fosse motivata da ragioni sportive sufficienti.
La Senegal ha presentato un ricorso iniziale dinanzi alla CAF chiedendo l’annullamento della gara e una rivalutazione delle circostanze, ma la Commissione di Appello ha confermato la decisione, affermando che il ritiro è stato deciso dalla squadra senegalese e che questioni di premi o trofei non rientrano nelle sue competenze.
Nonostante la conferma, non è stato emesso un annuncio ufficiale sul vincitore definitivo del torneo.
Da Casablanca a Losanna: i prossimi passi
Tre settimane dopo, la federcalcio senegalese ha ricevuto la nota che permette di avviare un ricorso davanti al TAS di Losanna, secondo quanto riportato da fonti di RMC. L’obiettivo è chiedere l’annullamento della decisione o, almeno, una rivalutazione completa della finale.
La TAS non ha ancora fissato una data, ma fonti legali assicurano che una decisione definitiva è attesa e non dovrebbe essere soggetta a ricorso ulteriore.
Situazione in evoluzione
Il direttore generale del TAS ha dichiarato che le parti hanno diritto a una rapida e giusta soluzione, nel rispetto dei tempi procedurali e di un giusto processo. L’esito potrebbe ridefinire il trofeo e la cronaca di una finale che rimane aperta.
Conclusione La sorprendente saga della CAN 2025 entra nella sua fase cruciale, con il Marocco che difende la propria tesi di vittoria e la Senegal che confida in una decisione che possa correggere quella che definiscono una situazione ingiusta.
Se il calcio è davvero una metafora di burocrazia, la Federazione marocchina potrebbe prepararsi per la cerimonia ufficiale; la Senegal, invece, sembra pronta a portare la questione in tribunale. E due battute: 1) Se questa storia fosse una finale di calcio, l’arbitro sarebbe la punchline, ma spesso arriva al rallentatore con una revisione di documenti. 2) Nel calcio come nella vita, a vincere è chi ha più carta intestata e meno buon senso.