CAN sotto i riflettori: tra miraggi regolamentari e una finale che diventa storia
24 marzo 2026
La situazione al centro della controversia
Augustin Senghor, membro della commissione esecutiva della CAF, ha chiarito la sua posizione sul dibattito acceso relativo alla decisione di togliere il titolo della CAN alla Senegal e attribuirlo al Marocco.
I giocatori senegalesi hanno lasciato il terreno di gioco per oltre dieci minuti in segno di protesta contro una decisione arbitrale riguardante un rigore.
Questo comportamento ha acceso un intenso dibattito sull’applicazione delle norme CAF, portando la Federazione marocchina a presentare un ricorso formale.
In una decisione storica e senza precedenti, l’appello marocchino è stato accolto formalmente e sostanzialmente, ritenendo la condotta dei Leoni di Teranga contraria agli articoli 82 e 84 del regolamento del torneo, con la conseguenza di considerare per la partita una rinuncia.
Il presidente uscente della Federcalcio senegalese ha espresso rammarico per l’uscita temporanea di alcuni giocatori durante la finale, sottolineando che si tratta di eventi da non ignorare.
Senghor ha avvertito che sanzionare i risultati senza affrontare le cause profonde sarebbe come inseguire un miraggio: una soluzione apparente che non risolve davvero la questione di fondo.
Ha inoltre affermato: se le regolamentazioni esistenti non sono adeguate, non serve creare leggi speciali solo per questo caso; l’obiettivo è rafforzare il quadro normativo con il consenso delle strutture competenti.
Secondo Senghor, la questione non riguarda l’esautorare il ruolo dell’CAF, ma assicurare che le norme siano chiare, giuste e applicate in modo coerente in futuro.
Leggi anche:
In chiusura, Senghor ha indicato che la commissione può valutare adeguamenti regolamentari se necessario, ma tali cambiamenti richiedono l’approvazione dell’assemblea generale e della direzione;
la discussione resta aperta e riflette tensioni fondamentali tra tutela dell’immagine del calcio africano e rispetto delle regole.
In conclusione, la CAN continua a fornire lezioni: non c’è vittoria senza regole solide, e non c’è gloria che non nasca dal rispetto delle stesse.
Punchline 1: se la CAN è una partita di poker, allora le regole sono le carte, ma qui sembra che qualcuno stia giocando con le pair al posto del regolamento.
Punchline 2: si dice che nel calcio africano tutto può succedere: basta che il pallone rimbombi, e la logica fa cappotto e va in ritiro.