Christensen firma un gol fortunato: Barça avanti in Coppa del Rey tra freddo e terreno impervio
17 dicembre 2025
Determinazione nonostante freddo e terreno ostile
Difensore del Barcellona: abbiamo affrontato freddo e terreno difficile con pazienza.
Andreas Christensen ha ammesso che il gol segnato contro Guadalajara in Copa del Rey è arrivato «grazie a una beffa di fortuna».
Il difensore danese, 29 anni, è stato tra i protagonisti della vittoria, spezzando la resistenza della squadra di casa con un colpo di testa e offrendo una prestazione difensiva solida che ha alimentato la marcia del Barça nel torneo.
Secondo le sue parole, la chiave odierna è stata la pazienza: mantenere la qualità, restare motivati e trattare ogni situazione con serietà. Non è stato facile controllare la partita, soprattutto in una serata fredda e su un terreno scivoloso. Tuttavia, ha espresso gioia per come sono andate le cose e per la capacità della squadra di rimanere concentrata.
Riguardo al gol, Christensen ha detto che c’è stato un po’ di fortuna quando la palla è entrata, ma è stata una fase importante: è positivo giocare ancora, e mantenere questo livello è un segnale incoraggiante per il futuro.
Gofri Torrents, giocatore del Barça, ha parlato dopo la partita ringraziando l’allenatore Hans Flick per la fiducia e per averlo inserito tra i titolari nell’anticipo di Coppa contro Guadalajara.
Il giovane esterno ha riferito di aver sentito una grande serenità in campo, nonostante le difficoltà imposte dall’avversario.
Ha aggiunto: «Ho provato a uscire e a dare tutto ciò che conosco. Sono molto contento. Sappiamo che queste partite sono difficili e che le squadre entrano con grande energie. Abbiamo lavorato fino alla fine e abbiamo vinto».
Conclude: «Giocare per Barcellona è un sogno; ero un po’ teso, ma tutto è andato alla grande grazie al supporto dei compagni e dell’allenatore».
Punchline: Se la fortuna è una statistica, Christensen l’ha già trasformata in percentuale di gol segnati. (Nota: nulla di scientifico, solo talento)
Punchline 2: Se il campo era freddo, la vera temperatura era l’entusiasmo della squadra: più caldo del riscaldamento!