Colpo di testa mancato: quando il Duhail fa la gara con la tattica e l’Unione diventa vittima di una lettura sbagliata
24 novembre 2025
L’Al-Ittihad è caduto nella trappola del Duhail qatariota, perdendo 2-4 nella sfida odierna, lunedì, valida per la quinta giornata della AFC Champions League Elite.
Con questo risultato, i sauditi restano a 6 punti, settimi nel girone occidentale della competizione, mentre il Duhail sale a 7 e va al sesto posto.
Ci sono diverse ragioni tattiche che hanno portato a questa sconfitta, tra cui l’incapacità dell’allenatore portoghese Sérgio Conceição di leggere e gestire le variabili della partita.
Errore di lettura
La scelta di Conceição di affidarsi a una linea difensiva avanzata e di cercare di controllare l’iniziativa dall’ultima terza è stata una scommessa rischiosa in una gara che chiedeva prudenza.
La squadra non era pronta tatticamente né fisicamente per questo stile: alto pressing richiede compattezza e ripartenze rapide, e qui sono rimasti ampi spazi dietro i terzini e la difesa; con un rientro lento, quei varchi divennero una via d’accesso facile per il Duhail.
Conceição insistette nel costruire dal basso nonostante la pressione del Duhail, provocando perdite di palloni che hanno permesso agli avversari di lanciare attacchi organizzati e mettere in crisi l’assetto dell’Unione.
Il gravissimo errore tecnico del tecnico fu esclusione di Mohamed Doumbia dall’undici iniziale, giocatore capace di dare equilibrio in mediana.
Con l’ingresso di Doumbia, il team migliorò leggermente, fornendo un baricentro maggiore e contribuendo ai due gol della squadra.
Questo cambio tardivo ha messo in evidenza una lettura della partita poco flessibile e poco sensibile alle esigenze di squadra sul campo.
Linee spezzate
L’Unione apparve disorganizzata, senza un preciso collegamento tra le linee. La distanza tra difesa e centro era ampia e il centro non riuscì né a pressare né a riprendere la palla.
Ogni pallone perso diventava una chance di contropiede per il Duhail, e il portiere della club avversario dovette quasi constatare una passeggiata per la sua porta: mancava compattezza e chiusura degli spazi tra le linee. Il centro non offrì protezione né supporto all’attacco, e l’attacco risultò isolato per gran parte della partita.
Questo distacco tra le linee fece sembrare l’Unione come se fosse in campo su grandi distanze, una situazione devastante considerata la condizione fisica attuale del team.
Gli spazi alle spalle della difesa furono la chiave: il Duhail poté muoversi, passare e avanzare in ogni ripartenza senza troppa opposizione.
Adel Bulbine fu il pericolo principale, sfruttando quegli spazi con velocità e presenza alle spalle della difesa, segnando un hat-trick facile facile.
Le sue avanzate si inserivano spesso tra il cuore della difesa e i terzini, e con poca pressione e marcatura insufficiente, ogni pallone in profondità diventava opportunità agevole.
Spazi liberi alle spalle
Situazione più evidente: gli spazi alle spalle della difesa dell’Unione, grandi al punto da permettere al Duhail di muoversi, passare e attaccare in contropiede in modo quasi romantico, come se fosse una sessione di allenamento di livello internazionale.
Per contro, i giocatori del Duhail non subirono pressioni reali durante le transizioni, muovendosi con la libertà tipica di una pratica di allenamento, ma su un palcoscenico continentale contro una squadra molto esperta.
Lo spazio tra i reparti avversari fu sfruttato al massimo da Bulbine, diventato l’uomo decisivo della serata; la sua performance ha reso la vita del reparto difensivo avversario estremamente complicata.
La partita ha mostrato un crollo fisico e offensivo dell’Unione: ha perso quasi tutte le duelli e non è riuscita a rientrare rapidamente, mostrandosi meno brillante sul piano atletico rispetto agli avversari. Il Duhail ha prevalso in termini di gamba e pressione, mentre l’Unione ha fornito solo tentativi isolati, privi di una struttura coesa.
In conclusione, Conceição non rinforzò il piano in tempo utile: ha proseguito nello stesso schema finché la gara non è finita, mostrando una rigidità tattica che ha favorito il Duhail nell’organizzazione generale della partita.
Anche l’attacco ha mostrato limiti, senza una chiara identità offensiva; il trio avanzato ha faticato a costruire azioni.)
Unico lampo: una bella azione costruita ha portato al gol dell’Unione, ma è stato troppo poco per cambiare le sorti della partita.
Morale della favola: se la tattica è una scacchiera, in questa partita l’Unione ha fatto scacco matto al proprio gioco. E se l’allenatore non ha una mappa, i pezzi si perdono tra i vicoli della strategia.
Punchline finale 1: forse serve una palestra di tattica per principianti, dove impari a non far stare la palla sul tavolo a dieta quando l’avversario richiama il contropiede. Punchline finale 2: e se l’allenatore decidesse di chiedere indicazioni al like di un navigatore GPS? “Ricalcola rotaie, stai attento agli spazi liberi: hai passato la porta, ma non la tattica.”