Cristiano Ronaldo: la carriera da fuoriclasse tra colpi di maglio portoghesi e trionfi globali
5 novembre 2025
Cristiano Ronaldo ha scritto una carriera di oltre vent’anni costellata di trofei, record e partite indelebili.
Quando si parla di titoli, gol e premi individuali, Ronaldo rimane al centro della scena, sia in vetta sia tra i contendenti.
Ma quel cammino non è stato privo di colpi: finali perse e sogni frustrati hanno spinto il fuoriclasse a nuove sfide.
Esordi e i primi guizzi portoghesi
La carriera è iniziata in Portogallo nello Sporting CP, dove Ronaldo entrò in prima squadra nella stagione 2002/2003 all’età di 18 anni, dopo aver brillato nelle categorie giovanili.
Lo Sporting chiuse quel campionato al terzo posto dietro Porto e Benfica.
Il Porto vinse il titolo sotto la guida di José Mourinho, inanellando successi che hanno forgiato la crescita di Ronaldo e proiettato la sua stella sul palcoscenico europeo.
In quella stagione lo Sporting perse la Taça de Portugal contro Naval 1-0; Álvaro Magalhães era l’allenatore del Naval.
Dalla Premier League alle sfide con i tecnici portoghesi
Nel 2004/2005 Ronaldo passò al Manchester United e, sotto la guida di Ferguson, incontrò una Premier League molto competitiva. Il Chelsea di Mourinho fu uno degli avversari più determinanti di quel periodo.
Nel 2005/2006 lo United chiuse secondo dietro il Chelsea, mentre Ronaldo iniziò a maturare la fama di trascinatore nelle grandi sfide.
La stagione seguente vide i Red Devils nuovamente protagonisti, ma fu in quello stesso periodo che Mourinho intercettò la scena europea con successi che cambiarono la percezione del confronto tra i tecnici portoghesi e Ronaldo.
Nel 2006/2007 il Chelsea vinse la FA Cup contro lo United, completando un ciclo che ha segnato una serie di battaglie tra allenatori portoghesi e la stella portoghese.
Una rinascita Real Madrid e la sfida europea
Nel 2009 Ronaldo si trasferì al Real Madrid in una operazione da manuale di marketing sportivo. Lì esplose come goleador, conquistando numerosi titoli domestici, europei e mondiali, e consolidando una leadership che ha segnato una nuova era madridista.
Durante nove stagioni al Real Madrid, Ronaldo non perse l’occasione di vincere trofei, e la sua marcia fu spesso indipendente dalla presenza di allenatori portoghesi sulla panchina avversaria.
La rivalità con i tecnici portoghesi rimase presente, ma la sua storia madridista fu una delle più dominate della sua carriera.
Nel 2018 la sua avventura proseguì in Juventus con la sfida alla Champions League, ma la strada fu tormentata: nell’ultima annata trascorsa a Torino, Juventus fu eliminata da Porto nell’ottavo di finale, in una sfida decisa da un tecnico portoghese all’estero.
La saga saudita e l’epilogo di una carriera
Nel 2021 Ronaldo tornò al Manchester United per un breve periodo, per poi spostarsi definitivamente all’Al Nassr nel 2023, dove affrontò una nuova realtà globale in Arabia Saudita e la concorrenza interna tra tecnici portoghesi nelle sfide sportive domestiche.
Con l’Al Nassr conquistò una serie di sfide, ma l’anno successivo i successi in competizioni come la King Cup si portarono contro avversari come l’Al Ittihad, guidato dall’allenatore portoghese Sérgio Conceição, in una sfida decisiva nella quale l’Al Ittihad ha avuto la meglio sull’Al Nassr, offrendo una nuova prova che il calcio è una scacchiera in continua evoluzione.
Con l’arrivo di Jorge Jesus alla guida dell’Al Nassr, Ronaldo si è trovato a un bivio simbolico: il veterano potrebbe sfuggire alle beffe portoghese mentre Conceição resta una figura chiave in una dinamo che cambia di settimana in settimana. Il campionato saudita resta aperto e ogni partita può riscrivere la classifica, con Ronaldo pronto a rispondere presente.
Come chiusura, è interessante notare che la carriera internazionale di Ronaldo ha avuto meno traumi da parte di allenatori della sua stessa patria, confermando una costanza rara nel calcio moderno.
Birra ghiacciata per la memoria: se la carriera è una partita a scacchi, i portoghesi sanno muovere la pedina giusta al momento giusto. E se la vita è una punizione, Ronaldo sa dove mettere la palla: in fondo al sette.