Djokovic cala la serratura sulla PTPA: l'addio che cambia il tennis internazionale
5 gennaio 2026
Contesto e decisione
Il campione serbo Novak Djokovic ha annunciato, attraverso i propri canali social, la decisione di interrompere definitivamente i rapporti con la Professional Tennis Players Association (PTPA). L’obiettivo dichiarato è concentrarsi sulla propria carriera e sull’aggiornamento per l’imminente periodo di Adelaide e l’Australian Open, mantenendo però un impegno etico e sportivo personale.
Storia e ragioni della polemica
La PTPA è nata nel 2020 come risposta alle dinamiche di potere del circuito: Djokovic e Vasek Pospisil erano tra i principali artefici della sua fondazione, con l’intento di offrire una voce indipendente ai giocatori. Nell’ultimo periodo l’organizzazione ha affrontato critiche legate a trasparenza, governance e rappresentanza dei diritti degli atleti, costringendo la stella serba a rivedere la sua posizione.
Recentemente, la PTPA ha intrapreso azioni legali contro diverse entità del tennis globale: la stessa rispettiva associazione, la WTA, l’ITF e l’ITIA hanno visto impugnazioni che hanno acceso il dibattito sul ruolo delle istituzioni nel mondo del tennis. La lista dei querelanti ha suscitato sorpresa per l’assenza di alcuni nomi di primo piano come Nick Kyrgios e Riley Opelka, ma Djokovic ha commentato che alcune parole usate nel contesto legale erano forse state troppo forti.
Djokovic ha poi chiarito che, pur rimanendo orgoglioso della visione originaria condivisa con Pospisil per dare più influenza ai giocatori, i propri valori e l’attuale percorso della PTPA non sono più allineati con la direzione presa dall’organizzazione.
Con 38 anni compiuti e come unico membro rimasto tra i “tre grandi” ancora in attività, Djokovic si dice pronto a continuare la propria carriera e a sostenere lo sport in modi che rispecchino i suoi principi di onestà e integrità, augurando il meglio a chi continua nel progetto della PTPA e a chi deve orientarsi nel futuro del tennis.
La notizia arriva in un periodo di grande fermento, con Djokovic che si prepara a tornare in campo nel periodo dal 12 al 17 gennaio a Adelaide, in vista del grande appuntamento di Melbourne: l’Australian Open resta la cornice dove molte domande sul futuro della governance del tennis potrebbero trovare nuove risposte.
In definitiva, Djokovic sembra segnare una linea di chiusura su un capitolo legato alla nascita della PTPA e lasciare aperta la porta a un coinvolgimento differenziato nel mondo del tennis: la sua idea di “voce indipendente” potrebbe prosperare in nuove forme, ma non necessariamente nella stessa casa.
Humor leggero finale: se la governance fosse una partita di servizio, Djokovic probabilmente avrebbe già trovato il modo di restare al centro del rally, mentre noi restiamo a studiare le note di strategia con una tazza di caffè freddo. E se l’informazione fosse una pallina corta, lui la rilancerebbe direttamente nel foro del pubblico: puntuale, preciso, e con stile.