Dopo la caduta della Superlega, l'UEFA prepara il nuovo giro di boa sul calcio inglese
12 febbraio 2026
Una battaglia vinta, ma non la fine
L'Unione delle Federazioni Calcistiche Europee (UEFA) si muove verso una nuova direzione dopo aver chiuso il capitolo della Superlega. Real Madrid, UEFA e la European Club Association hanno annunciato ieri un accordo di principio a favore del calcio europeo dei club, consolidando una posizione comune contro le proposte che miravano a ridefinire lo status quo del pallone continentale.
La proposta della Superlega aveva scosso l'assetto del calcio europeo fin dall'annuncio nel 2021, provocando minacce di sanzioni e una dissoluzione graduale del progetto, che sembrava destinato a rivoluzionare l'industria del calcio.
La chiusura del dossier sulla Superlega ha aperto la strada a nuove dinamiche, con l'AS che indicava nella Premier League un possibile nuovo fronte di tensione tra i grandi club e le regole comuni del continente.
L'UEFA ha in particolare ribadito l'impegno nel mantenere condizioni di competizione più eque e sostenibili, seguite da una serie di aggiornamenti normativi volte a rafforzare il fair play finanziario e a controllare le spese eccessive sui salari e sui trasferimenti.
La Premier League nel mirino
Secondo il quotidiano AS, con la chiusura della Superlega emerge una nuova “minaccia” per l’UEFA e la ECA: la Premier League. L’elevata spesa dei club inglesi, la flessibilità delle regole e la gestione del mercato delle operazioni hanno creato attriti con le norme del fair play e con le politiche della UEFA sul bilancio.
La UEFA, negli ultimi anni, ha rafforzato le norme di fair play finanziario, imponendo limiti sempre più rigorosi agli ingaggi e agli investimenti dei club per garantire una competitività sostenibile sul lungo periodo.
In Inghilterra, la questione Manchester City rimane oggetto di dibattito: tre anni fa il club è stato accusato di 115 violazioni delle norme sul fair play, con un verdetto ancora in sospeso. Nell’attesa, il City ha continuato a operare sul mercato e a collezionare titoli, mantenendo una presunta linea di gioco aggressiva sia in campo che fuori.
La UEFA desidera far rispettare le proprie regole anche alle squadre inglesi, minacciando interventi sui criteri di trasferimento e sui contratti. La dinamica evidenzia quanto sia complesso mantenere un equilibrio competitivo tra i grandi club europei, tra bilanci e sogni di gloria.
Punchline 1: Se la matematica del calcio fosse una stand-up, l’UEFA avrebbe già la gag pronta sulle bolle budjetarie: regole chiare, pubblico contento, bilanci in ordine.
Punchline 2: E se il mercato è una gara di sprint, la Premier League dovrà correre con le regole in mano—perché a fine stagione la vera vittoria è restare in regola, non restare al primo posto sul biglietto della banca.