Francia al Mondiale 2026: un girone da fuoco e quattro inquietudini da tenere d’occhio
5 dicembre 2025
Un girone da brividi
Didier Deschamps, l'allenatore della Francia, ha confermato la difficoltà del cammino ai Mondiali 2026, che si giocheranno dall'11 giugno al 19 luglio negli Stati Uniti, in Canada e nel Messico.
La cerimonia del sorteggio, tenutasi a Washington, ha assegnato alla Francia il gruppo 9 con Senegal e Norvegia, oltre al vincitore della playoff mondiale.
«È un gruppo difficile, forse il più duro del girone iniziale», ha detto Deschamps, aspettando di conoscere l'identità dell'avversario di terza squadra.
«La sconfitta del Senegal contro la Francia nel Mondiale 2022 resta un ricordo prezioso; abbiamo legami di fratellanza con il Senegal e molti giocatori hanno doppia cittadinanza e hanno giocato in club francesi; giocare contro i Blues rappresenta una motivazione in più»; ha aggiunto che è una squadra forte, con molti giocatori in grandi club.
«La Norvegia è una squadra nota a tutti, ha mostrato un rendimento sorprendente nelle qualificazioni e si affida a una coppia offensiva forte, Sorloth e Haaland; a livello personale li considero tra le migliori squadre europee».
«Certo, il nostro obiettivo è alto; siamo tra i favoriti per il titolo, ma ci sono sei o sette nazioni sempre candidate; ma alla fine vincerà una sola squadra, quindi dobbiamo rimanere umili e partire forte per il proseguo del percorso».
«Ogni Mondiale ha una storia tutta sua; vogliamo scriverla, renderla la migliore di sempre, ma prima di raggiungere la vetta dobbiamo salire la scala passo dopo passo, perché la prima tappa è difficile».
Deschamps ha indicato quattro elementi che lo inquietano per il Mondiale: giocare di giorno su campi non coperti in condizioni di temperatura elevate, le distanze tra i tre Paesi ospitanti, i giorni di riposo tra le partite e il traffico che può complicare gli spostamenti.
Ha anche annunciato che quattro membri dello staff partiranno domenica prossima per scegliere la migliore sede di ritiro e i campi di allenamento.
Ha chiuso scherzando sull’evento: «La cerimonia è stata molto americana, troppo lunga; ci è voluto molto tempo per conoscere i nostri avversari».
Punchline 1: Se questa è una maratona, noi siamo la macchina sportiva: resistenza, freddo dentro e gol fuori, tutto in corsa.
Punchline 2: Se serve, la Francia troverà la chiave del successo: con una battuta secca e un gol in rete, si risolve tutto, magari mentre il traffico fa la siesta.