Gattuso lancia la pausa del campionato per alimentare l’azzurro sogno: Italia verso la semifinale con il fiato sospeso
21 novembre 2025
Gattuso propone una pausa per la Nazionale
Attraverso il mister Gennaro Gattuso, tecnico della nazionale italiana, emerge la richiesta di spostare le partite di Serie A nel weekend che precede le qualificazioni mondiali, per dare agli Azzurri più tempo di preparazione in vista della semifinale contro l’Irlanda del Nord, in programma il 26 marzo in casa. La finale, se ci sarà, potrebbe essere fuori sede contro il vincitore tra Galles e Bosnia ed Erzegovina.
L’idea nasce dal calendario internazionale, che non prevede pause fino a marzo dell’anno successivo: senza finestre internazionali immediate, la macchina azzurra rischia di partire in svantaggio sul piano della preparazione.
Gattuso ha indicato una possibile via d’uscita: prendere spunto dall’esempio turco, dove la lega ha fermato il campionato per alcuni giorni, per permettere al gruppo di lavorare con maggiore intensità e, indirettamente, di sfruttare eventuali pause nelle competizioni europee per guadagnare giorni preziosi di preparazione.
Dall’allenatore emergono riflessioni su come gestire le prossime settimane: concentrarsi prima sull’Irlanda del Nord, ma tenere aperte le ipotesi su Bosnia e Galles, che presentano stile di gioco e ambienti diversi.
La discussione non è solo tattica: Gattuso ha espresso l’intenzione di incontrare i giocatori all’estero, per mantenere contatto umano e motivazionale, oltre che tecnico.
In un colloquio con Rai Sport, il tecnico ha spiegato che la concentrazione deve rimanere sull’avversario principale, pur valutando tre possibili vie che potrebbero offrire giorni extra di preparazione e la possibilità di giocare a volte nelle competizioni europee.
Il passaggio da allenatore a guida tecnica della Nazionale ha introdotto una fase di riflessione: la sconfitta recente, 4-1 contro la Norvegia, ha acceso i riflettori sui punti deboli e ha spinto lo staff a programmare incontri mirati con i giocatori, anche lontano da casa.
La formula di lavoro prevede, nei prossimi mesi, visite ai giocatori all’estero per scambiare non solo tattiche ma anche quotidianità, cercando di ricostruire una squadra coesa, capace di risalire la china nelle qualificazioni.
La marcia delle qualificazioni ha avuto alti e bassi: l’Italia ha chiuso la fase di gruppo al secondo posto nel raggruppamento 9 con 18 punti, a sei punti dal capolista Norvegia. Dopo un inizio complicato con una sconfitta pesante in casa, l’ex allenatore partenopeo è intervenuto per invertire la rotta e costruire un percorso più solido.
Con Gravina e l’arrivo di Gattuso, la Nazionale ha imboccato una fase di riavvio: le vittorie contro Estonia (5-0), Israele (5-4 in un trittico di successi) e Moldova (3-0) hanno segnato il nuovo corso, ma la recente battuta d’arresto contro la Norvegia ha riportato l’urgenza di un lavoro più profondo e condiviso.
Capitoli della campagna che definiscono il periodo di transizione tra passato e futuro: l’Italia cerca ora di restare competitiva, adottando soluzioni originali e partnership tra club e Nazionale per offrire ai giocatori la miglior base possibile per le sfide a venire.
Battuta finale: se il cecchino del pallone non trova bersagli, magari cambia obiettivo: il pallone, lui, è quello che resta in rete.
Seconda punchline: tra allenatori che cambiano, c’è chi cambia idea: l’unico rigore che conta è quello di avere una squadra che non si dimentichi mai di ridere, anche quando la palla si rifiuta di entrare in rete.