Maledizioni e speranze: l’Italia tra il sorteggio dei playoff Mondiali 2026 e i fantasmi del passato
20 novembre 2025
Contesto e percorso verso il Mondiale
Con la fase a gironi conclusa, l’Italia si prepara al sorteggio dei playoff europei per il Mondiale 2026. Tra le candidate, l’incertezza resta alta: l’avversario in semifinale sarà uno tra Macedonia del Nord, Romania, Svezia o Irlanda del Nord, una griglia che non risparmia sorprese. Le nazionali che hanno vinto i propri gruppi hanno conquistato l’accesso diretto, completando così la lista delle 12 squadre qualificate: Croazia, Inghilterra, Francia, Germania, Olanda, Norvegia, Portogallo, Spagna, Svizzera, Austria, Belgio e Scozia.
Il sorteggio europeo del playoff assegnerà l’ordine delle sfide: l’Italia, come testa di serie nel livello 1, avrà la possibilità di disputare la semifinale in casa, offrendo una chance non trascurabile di avanzare verso la finale del 31 marzo 2026 in un impianto proprio.
L’inevitabile pressione e l’evoluzione azzurra
La lista dei livelli previsti mostra che la semifinale vedrà un confronto contro una squadra di livello 4, ovvero una formazione di Nations League non qualificata direttamente. Se l’Italia supererà la semifinale, affronterà in finale una squadra dei livelli 2 o 3 il 31 marzo. Dagli almanacchi emergono però le “maledizioni” del passato: Irlanda del Nord, Svezia e Macedonia del Nord hanno in più occasioni ostacolato l’Italia nell’accesso al Mondiale, con eliminazioni significative nelle annate 1958, 2018 e 2022.
La Macedonia del Nord aveva escluso l’Italia dal Mondiale 2022, mentre la Svezia ha negato l’accesso nel turno decisivo nel 2018. Allo stesso modo, Irlanda del Nord ha avuto un ruolo inesorabile nelle manche del passato, tra le quali l’Italia mancò la partecipazione al Mondiale 1958 in Svezia. L’ultima assenza risale all’edizione inaugurale del 1930, quando la scelta fu di federazione e condizioni economiche avverse.
Ma cosa è successo nelle qualificazioni? L’Italia ha chiuso al secondo posto nel gruppo 9 con 18 punti, otto gare disputate e un gap di sei punti dal capolista Norvegia. L’avvio è stato difficile: una sconfitta esterna 3-0 contro la Norvegia, firmata da Sorloth, Nusa e Haaland, ha alimentato dubbi sul tecnico Luсiano Spalletti. Diverse voci si è rincorse sull’eventuale esonero, ma alla fine la presidenza Federale ha guardato avanti.
La svolta è arrivata con la chiusura della parentesi di Spalletti: l’Italia ha vinto 2-0 in casa contro Moldavia, grazie alle reti di Giacomo Raspadori e Andrea Cambiasso, propiziando una nuova era. È stato annunciato l’arrivo di Gennaro Gattuso come nuovo tecnico, che ha inaugurato una serie di successi: 5-0 contro l’Estonia, 5-4 contro Israele, un tris contro Estonia e altre vittorie contro Israele e Moldavia. Tuttavia, l’ultima prova casalinga si è conclusa con una pesante sconfitta 4-1 contro la Norvegia.
Sconfitta quasi umiliante: nei primi tempi la difesa ha retto, ma a referto è giunta una debacle con quattro reti subite tutte nel secondo tempo, penalizzando una striscia positiva che aveva accompagnato l’inizio della stagione azzurra.
In conclusione, Gravina ha guidato la rinascita azzurra verso un anno cruciale, portando la squadra a guardare avanti al sorteggio e al possibile percorso che potrebbe riportare l’Italia ai Mondiali dopo lunghi digiuni.