Mondiali 2026: la mappa delle qualificazioni è pronta, e 6 posti attendono il playoff
19 novembre 2025
Panorama delle qualificazioni Mondiali 2026
Si stanno delineando le fasi finali dei Mondiali 2026, che si giocheranno negli Stati Uniti, in Messico e in Canada. Sarà la prima edizione con 48 squadre partecipanti. Al termine delle finestre internazionali attuali, 42 nazioni hanno già assicurato la presenza in Qatar – scusate, nel Mondiale 2026 – e restano 6 posti da assegnare attraverso i playoff interconfederali.
Il focus globale è quindi sulle procedure per le qualificazioni: dall’Europa alle altre confederazioni, ogni continente ha il proprio percorso che culminerà in una fase finale a 4 percorsi contendibili ai playoff globali.
Qualificazioni per le principali confederazioni
Europa - Il continente invierà 16 squadre. Il meccanismo prevede due turni: al primo, 12 gruppi con il più alto vincitore che passa direttamente. Al secondo turno si aggiungono 16 squadre: 12 seconde classificate dei gruppi di primo turno e i migliori 4 titolari dalla Nations League (in base al regolamento, purché non già tra primo o secondo posto al primo turno). Di conseguenza, 4 formazioni dalla Nations League (Nord Macedonia, Irlanda del Nord, Svezia, Romania) si uniscono a 12 battistrada. Alla fine, 4 vincitrici dei percorsi della Nations League o dei finalisti secondari si aggiungeranno alle 12 qualificate dalla fase iniziale.
I nomi di partenza per la cupa estrazione diZurigo (la sera di domani) includono i seguenti livelli: livello 1 Italia, Danimarca, Turchia, Ucraina; livello 2 Polonia, Galles, Repubblica Ceca, Slovacchia; livello 3 Irlanda, Albania, Bosnia ed Erzegovina, Kosovo; livello 4 Romania, Svezia, Macedonia del Nord, Irlanda del Nord. L’ordine dei livelli determinerà i possibili accoppiamenti nelle semifinali delle quattro vie di qualificazione.
CONCACAF - Tre turni: le tre fasi si definiscono su un totale di 30 squadre, con USA, Messico e Canada già qualificate automaticamente come nazioni ospitanti. Il Format prevede: 1) turno iniziale con 4 squadre a sfida andata/ritorno; 2) turno centrale con 6 gironi da 5 squadre, dove vincenti e secondi avanzano; 3) terzo turno con 3 gruppi di 4, dove i primi classificati avanzano alla fase finale e i secondi play-off di accesso al palcoscenico intercontinentale. In questo percorso, Jamaica e Suriname avanzano tra i migliori secondi, guadagnando una chance nei playoff globali.
Asia - Cinque fasi. Si parte dalle nazioni meno classificate, si passa a 9 gironi di 4, poi 3 gironi di 6 con Iran, Uzbekistan, Corea del Sud, Giappone, Arabia Saudita, Australia e altri che figurano tra i partecipanti chiave. Le ultime due posizioni per il playoff mondiale coinvolgono Qatar e Arabia Saudita nei round successivi, con la fase finale che punta a definire i rappresentanti asiatici per la competizione globale.
Africa - Due turni: 9 gruppi nel primo turno con vittoria del primo posto che si qualifica direttamente. Le seconde classificate si contendono un posto in un secondo turno a 4 vincitrici, in cui si svolgono semifinali e finale. La Repubblica Democratica del Congo conquista la qualificazione, insieme a Egitto, Senegal, Marocco, Algeria, Tunisia, Ghana, Camerun, Costa d’Avorio e sud Africa.
Oceania - Tre fasi: le prime quattro squadre si sfidano per il passaggio al terzo livello; l’ultima fase premia Nuova Zelanda con la qualificazione diretta, mentre la seconda classificata (Nuova Caledonia) va ai playoff intercontinentali.
Playoff intercontinentali - Sei squadre in due percorsi da tre. I vincitori di entrambi i percorsi parteciperanno al Mondiale. La procedura di sorteggio e l’assegnazione delle sedi si svolgono a marzo, con le partite finali che decidono gli ultimi due posti disponibili.
È prevista la cerimonia di sorteggio per i gruppi del Mondiale il 5 dicembre a Washington, presso il Kennedy Center, dove si definiranno le certezze e le possibili combinazioni di gironi.
In sintesi, il Mondiale 2026 promette un torneo ancora più ricco di storia e colpi di scena, con 48 squadre pronte a lasciare il segno e 6 posti ancora in palio per raccontare nuove storie sul palcoscenico globale.
Nota finale: se l’Europa resta una palestra tattica, le altre confederazioni hanno già la loro propria strategia per stupire. E se il destino vuole una sorpresa, preparate i popcorn: potrebbe essere una finale da cardiopalma.
Quasi quasi, la prima domanda da porsi è: chi avrà la freddezza migliore tra i portatori di sogni e la pressione delle urne?
Punchline finale 1: se il pallone è rotondo, anche l’urna può girare a tuo favore… o contro! Punchline finale 2: tra una partita e l’altra, ricordate: giudici o arbitri, alla fine vinca chi non si fa prendere dalla nostalgia della débâcle del passato. Due risate per restare lucidi: il calcio è fatto di tiri, non di tafferugli… e sì, il caffè nerissimo aiuta a digerire i playoff.