Gli insegnamenti di Wenger e le luci di Guardiola: Arteta racconta i suoi quattro maestri
23 novembre 2025
I maestri che lo hanno formato
Ciò che Arsène Wenger ha dato e seminato dentro di me è la ragione per cui sono qui. Arteta si chiede spesso cosa farebbe Wenger nelle stesse situazioni mentre guida l'Arsenal verso i trofei di questa stagione.
L’Arsenal si prepara a sfidare Tottenham nel derby londinese, difendendo il primo posto in Premier League con tre punti di vantaggio. In questa stagione Arteta cerca di avvicinarsi all’era Wenger, che portò il club a una serie di titoli.
Arteta ha dichiarato che Wenger è uno dei quattro mentori chiave della sua carriera, insieme a Pep Guardiola, Mauricio Pochettino e David Moyes.
Nonostante gli altri tre siano ancora protagonisti e avversari diretti, Arteta continua a mantenere contatti con Wenger e a confrontarsi, pur non avendo sempre bisogno di un consulto esterno.
In un’intervista speciale a Sky Sports, Arteta ha descritto l’influenza di Wenger: la sua presenza resta costante nel presente e nel modo di interpretare il club.
La figura di Wenger è vista come una guida che orienta le scelte, anche quando la squadra deve prendere decisioni difficili in momenti chiave della stagione.
Arteta sottolinea che i quattro mentori hanno plasmato la sua mentalità: da Guardiola ha imparato il controllo, da Pochettino la gestione della dinamica di squadra, e da Moyes la solidità e la disciplina quotidiana.
È una evoluzione naturale: la calma sul bordo del campo e la gestione delle pressioni sono diventate parte integrante della sua leadership, e la squadra trae beneficio da questo cambio di approccio.
Arteta spiega che i bisogni della squadra e la leadership necessaria ora possono differire da due o tre stagioni fa, e che anche come padre deve adattarsi alle diverse esigenze dei suoi giocatori.
Ha aggiunto che è qui da sei anni e che le persone intorno a lui sono cambiate, ma i principi su cui si basa la squadra restano costanti.
La stagione corrente può portare qualcosa di positivo, soprattutto se la squadra chiude con buoni risultati e ritrova la competitività necessaria per tornare a lottare per i titoli della Premier League.
Nonostante le sfide, una cosa non cambia: Arteta ha una tradizione positiva contro Tottenham a casa dell’Arsenal, avendo vinto o pareggiato in dieci confronti casalinghi senza una sconfitta recente.
Il tecnico spagnolo dovrà però risolvere un rebus difensivo: Gabriel Magalhaes è indisponibile, e le alternative includono Piero Henkabi o Cristian Moscera per riempire la linea arretrata, con Saliba che resta protagonista del duo centrale assieme al francese.
Gabriel è stato un pilastro della retroguardia, con soli cinque gol subiti in undici partite, e la sua assenza costringerà Arteta a scegliere soluzioni immediate per preservare la compattezza difensiva e la solidità sui calci piazzati.
La situazione prevede quindi scelte tattili tra i sostituti e una gestione attenta delle risorse in vista di un derby che può decidere l’inerzia della stagione.
Arteta resta grato a questi mentori e al sostegno della sua famiglia: sono le basi della sua filosofia calcistica e della sua capacità di guidare una squadra verso obiettivi ambiziosi.
Con i movimenti di mercato interni e l’attenzione alle dinamiche di gruppo, l’Arsenal si prepara a una sfida che mette in campo disciplina, cuore e una buona dose di pazienza tattica.
Due battute finali: se Wenger fosse una app, sarebbe quella che non lascia mai aggiornamenti in sospeso. Se Guardiola è l’idea, Moyes è la sveglia che ti ricorda di alzarti dal letto quando serve davvero.