Governo spagnolo: misure dure contro l’odio islamofobo dopo Spagna-Egitto a Barcellona
2 aprile 2026
In un’amichevole che avrebbe dovuto celebrare l’incontro, lo stadio del RCD Espanyol a Barcellona è diventato una scena di episodi scioccanti che hanno spinto il governo a intervenire in fretta.
La partita tra Spagna e Egitto, disputata martedì al RCDE Stadium, rientrava nei preparativi per il Mondiale 2026 ed è finita 0-0, ma è stata macchiata da insulti anti-islam.
Un gruppo di tifosi ha gridato slogan ostili ai musulmani e ci sono state fischiate durante l’esecuzione dell’inno nazionale egiziano, minando lo spirito della serata.
Contesto e reazione iniziale
Di fronte a quanto accaduto, il governo ha deciso di rafforzare le misure e ha trasferito l’indagine alle procure, considerando l’episodio una possibile forma di odio.
Beatriz Carillo, direttrice per l’uguaglianza, ha inviato una lettera al procuratore generale per chiedere un’indagine immediata su quanto successo.
La Carillo ha richiesto un’indagine immediata sugli episodi avvenuti al RCDE Stadium nel quartiere Cornella de Llobregat di Barcellona.
Il premier Pedro Sánchez ha condannato l’accaduto, sottolineando che non è accettabile né ripetibile.
In un post sui social, ha dichiarato che nessuno può offuscare la reputazione della Spagna come società multietnica e accogliente, e ha espresso solidarietà agli atleti e ai tifosi offesi.
Anche Félix Bolanios (ministro della Presidenza e della Giustizia) ha detto che chi resta a guardare senza muovere un dito diventa complice e che il governo continuerà a lavorare per una società che rispetta tutti.
La polizia della regione catalana ha aperto un’indagine parallela e la vicenda ha suscitato protesta tra la comunità islamica e i nomi del calcio.
Le dichiarazioni hanno promesso ulteriori sanzioni contro chi incita all’odio e hanno ricordato che la legge punisce atti di discriminazione e incitamento all’odio.
La polizia regionale sta verificando testimonianze, video e cori, mentre la comunità sportiva chiede una risposta chiara per evitare che simili episodi si ripetano.
Ecco perché dico: se il razzismo fosse una musica, la banda sarebbe stonata; e la dignità non va mai a tempo.
Morale: rispetto è la quinta stagione; senza di esso il calcio resta a secco di emozioni.