Ignoranza in campo: Yamal reagisce ai cori anti-Musulmani durante Spagna-Egitto
1 aprile 2026
La stella del Barcellona e della nazionale spagnola, Lamine Yamal, ha espresso ferma indignazione per i cori proferiti dai tifosi della Roja contro i musulmani durante l’amichevole contro l’Egitto svoltasi ieri sera in preparazione al Mondiale 2026.
La Spagna non è riuscita a imporsi, chiudendo la partita con un pareggio 0-0 contro l’Egitto, in una sfida molto tattica e difensiva che ha permesso agli africani di resistere fino al termine.
Tuttavia, il match è stato segnato da episodi descritti come "vergognosi" dai media spagnoli: i tifosi hanno intonato insulti anti-Islam, tra cui la frase ricorrente "Chi non salta è musulmano".
La Federazione Spagnola di Calcio (RFEF), Espanyol e il Governo spagnolo hanno condannato tali comportamenti e hanno avviato un’indagine per individuare i responsabili.
Yamal ha postato sui social un messaggio in cui condanna l'accaduto, definendolo "ignorante" e "razzista". Pur riconoscendo che i cori erano diretti al team avversario, ha ricordato di essere musulmano e che tali gesti sono inaccettabili.
Ha dichiarato: "Sono musulmano, grazie a Dio. Ieri ho sentito cori che dicevano: 'Chi non salta è musulmano'. Non è un modo rispettoso di comportarsi e non va bene."
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Aggiornamenti sull’indagine della federazione e sulle eventuali sanzioni per l’uso di slogan antireligiosi.
La discussione ruota attorno al fair play e alla responsabilità dei tifosi, nel contesto di un calcio sempre più globale.
In chiusura, una nota ironica: la passione resta, ma la classe non è in vendita. Punchline 1: Se il razzismo fosse una tattica, sarebbe fuorigioco permanente: non segna mai. Punchline 2: Nel calcio come nella vita, l’unico colore ammesso è quello della maglia: rispetto sempre.