Il legale di Ramadan Sobhi: il destino del giocatore dipende dalla 'tomba dei ricorsi'
2 dicembre 2025
Dettagli legali e stato attuale
Hani Zahran, l'avvocato di Ramadan Sobhi, ala del Pyramids, ha rivelato dettagli nuovi e scioccanti sulla posizione del giocatore nell'ambito della vicenda antidoping, confermando che ricorrere al Tribunale Federale non interromperà l'esecuzione della sanzione di quattro anni imposta dalla Corte Arbitrale per lo Sport.
Nel corso di una intervista televisiva, Zahran ha chiarito che Sobhi rimarrà sospeso fino al termine della fase di esame dell'appello, all'attesa della risposta e alla fissazione dell'udienza.
Le procedure davanti al Tribunale Federale richiedono di solito tra i 3 e i 6 mesi; la corte è nota per la sua rigidità, al punto da essere soprannominata la "tomba dei ricorsi", con circa il 7% di tassi di accettazione.
La difesa sostiene di avere solide basi e precedenti in casi simili che supportano la posizione del giocatore, alimentando la fiducia nel prossimo passaggio legale.
Prospettive future e contromisure
Grazie al forte sostegno dei tifosi egiziani, Sobhi non merita di chiudere la carriera con accuse infondate, soprattutto perché non ha assunto sostanze vietate; il team legale lavora per proteggere la sua reputazione e la sua storia.
Se l'appello non sarà accolto dalla Corte Federale, la strada successiva potrebbe includere un ricorso presso la Corte Europea dei Diritti Umani, basato su precedenti analoghi.
Secondo Zahran, nonostante la compattezza della posizione, non ci sono stati contatti da Al Ahly o da Pyramids FC richieste informazioni o interventi finora; lo staff è disponibile a collaborare con chiunque voglia sostenere Sobhi in questa fase delicata.
Alla chiusura, Zahran ha riferito che Hani Abou Rida, presidente della Federcalcio, lo ha contattato durante una conversazione di oltre un'ora, dimostrando interesse e disponibilità a offrire supporto morale al giocatore.
La difesa continua a lavorare per proteggere la carriera e l'immagine di Sobhi, ritenendo che la punizione attuale non rifletta appieno le prove a disposizione.
PUNTO D'IRONIA 1: Se la "tomba dei ricorsi" è così severa, almeno in campo la palla continua a rotolare e non si ferma per nessuna lapide.
PUNTO D'IRONIA 2: Se non basta la legge, resta sempre il dribbling della risata: far ridere i giudici è l'unico rigore che non penalizza la squadra.