Il Real Madrid vince in tribunale: una partita tra giudici e grandi club European
29 ottobre 2025
Sviluppi legali e decisioni della corte
Il Real Madrid ha annunciato oggi gli ultimi sviluppi riguardo i ricorsi presentati nel caso della Superlega, la controversia che riguarda l’eventuale torneo tra i migliori club europei.
La corte ha respinto i ricorsi presentati dall’UEFA, dalla Liga spagnola e dall’associazione di categoria della Liga, aprendo la strada a possibili richieste di risarcimento per danni gravi subiti dal club.
Nel comunicato, Real Madrid esprime gratitudine per il rifiuto delle ricorse e afferma che la decisione conferma una violazione delle norme di mercato libero da parte delle istituzioni, respingendo l’interpretazione che voleva imporre un controllo eccessivo sul mercato.
Il club ribadisce che proseguirà nella sua azione legale per tutelare i diritti della comunità di tifosi e di partner e per avanzare richieste di risarcimento, qualora si individuino danni concreti derivanti dalle azioni contestate.
Secondo quanto riportato, la corte ha ritenuto che l’Unione Europea nel contesto della Superlega abbia violato in modo grave le norme della concorrenza, aprendo la strada ai risarcimenti per i danni sostanziali subiti dal Real Madrid.
Nel corso del 2025, il Real Madrid sostiene di aver condotto numerosi colloqui con UEFA per trovare soluzioni condivise, ma senza impegni su una governance più trasparente, sulla sostenibilità finanziaria o sulla tutela della salute dei calciatori, né su nuove forme di trasmissione gratuite a livello globale come avvenuto nel Mondiale per club.
Il club aggiunge che continuerà a lavorare per il calcio globale e per i propri tifosi e, contestualmente, cercherà di ottenere risarcimenti dall’UEFA per i danni subiti.
Tentativi seri di separarsi dalla UEFA
Un numero crescente di club, guidati dal Real Madrid, si è attivato per avviare una competizione tra i grandi club europei che potrebbe chiamarsi “Superlega”.
L’idea è nata nell’estate 2021 tramite un comunicato congiunto di Real Madrid, Barcellona, Juventus, Atlético Madrid, Milan, Inter, Manchester United, Manchester City, Chelsea e Arsenal.
Tuttavia, pochi giorni fa tutte le squadre indicate hanno ritirato l’interesse, lasciando attivi solo i primi tre.
Uniti dentro l’Europa
Il presidente dell’UEFA, Aleksander Čeferin, ha sottolineato l’unità tra club e federazioni nazionali, affermando che chi cerca di cambiare il modello dall’esterno non otterrà successo: qualsiasi cambiamento reale deve nascere dall’interno della casa europea e dalla sua unità.
Ha difeso il nuovo formato della Champions League, che partirà dalla prossima stagione, finalizzato ad aumentare la competitività e i ricavi senza compromettere l’equità del gioco.
Si è chiusa anche la prospettiva di aprire nuove strade attraverso progetti paralleli: tra le note di mercato si è parlato di una partita in Miami nell’ambito del calendario spagnolo.
Secondo Marca, Barcellona ha sfruttato l’incontro ufficiale della serata per scambi di vedute con i responsabili UEFA su questioni comuni, tra cui la possibilità di disputare una partita contro il Villarreal a Miami, una proposta che avrebbe ricevuto una prima approvazione dall’organo continentale.
Queste mosse indicano che Barcellona sta adottando una strategia volta al “ritorno a casa europea”, dopo anni di isolamento causato dall’appoggio al progetto della Superlega.
Il club catalano sembra orientato a una riadesione più realistica, tenendo conto delle esigenze economiche e istituzionali che richiedono stabilità e supporti esterni, oltre a una gestione interna più solida.
Influenza rinnovata sui tavoli decisionali
Gli incontri a Roma hanno mostrato una presenza spagnola significativa: Miguel Ángel Gil, CEO dell’Atlético Madrid e membro della direzione dell’UEFA nonché della commissione esecutiva della European Club Association, era tra i partecipanti insieme a club come Villarreal, Athletic Bilbao, Real Sociedad, Deportivo La Coruña, Real Betis e Tenerife, a testimoniare l’influenza spagnola nelle decisioni continentali.
Fonti interne indicano che un possibile ritorno del Barcellona all’Associazione dei Club Europei potrebbe ridefinire gli equilibri di potere, soprattutto dopo l’isolamento del Real Madrid seguito al ritiro della Juventus dal progetto “Superlega” due anni fa e al suo reintegro nell’ECA.
Questa lettura è vista come una svolta strategica per Barcellona: non più una spinta verso l’esterno, ma una riapertura al dialogo nel sistema europeo, che resta fondamentale per la stabilità finanziaria e l’integrità della competizione.
Una pace europea dopo anni di tempeste
Nelle discussioni romane si cerca di bilanciare interessi tra grandi e piccole realtà, con la sensazione che Barcellona stia tornando al tavolo europeo per favorire una soluzione condivisa più stabile e legittima.
Il club catalano si inserisce in un contesto di riposizionamento strategico: la priorità è la stabilità economica e la legittimità istituzionale all’interno del sistema europeo, chiave per riconquistare leadership e influenza.
In sintesi, la presenza di Barcellona accanto a Ceferin e agli altri attori europei simboleggia la volontà di chiudere una pagina di scontri e aprirne una di cooperazione costruttiva all’interno della casa europea del calcio.
Con il declino del progetto Superlega e la dissoluzione del fronte complessivo, sembra che Barcellona abbia scelto la strada della riconciliazione e della collaborazione più solida all’interno del contesto europeo che ha sempre costituito la base della sua identità.
Punchline finali: Se il fair play fosse una dieta, questa storia sarebbe ancora in forno; e se il calcio fosse una soap opera, preparate i popcorn: la prossima scena promette conti e colpi di scena decisivi.