Incubo Inter: lo spettro di Inzaghi perseguita Kivo contro i grandi
27 novembre 2025
Analisi della crisi
Il tecnico dell’Inter, Cristiano Kivo, è alle prese con lo spettro del suo predecessore Simone Inzaghi, che ha lasciato la panchina nerazzurra alla fine della scorsa stagione, e l’Inter fatica a ritrovare il tono nelle grandi sfide contro i rivali diretti.
A livello nazionale, l’Inter sembra colpita da una maledizione: non riesce più a chiudere le gare contro i rivali nonostante buone prestazioni, e spesso resta l’alternativa migliore in campo. La squadra fatica a trasformare la supremazia in risultati concreti contro avversari di alto livello.
Anche se l’Inter era la favorita a vincere i confronti diretti contro Juventus, Napoli e Milan, quest’anno non è riuscita a farlo, come era accaduto nell’ultimo periodo di Inzaghi.
L’ultima vittoria contro Milan, Juventus o Napoli risale al derby del 22 aprile 2024, che pose le mani sullo scudetto; da allora solo sconfitte e pareggi hanno attraversato il calendario nerazzurro.
La sconfitta recente in campionato contro il Milan è arrivata dopo due legni colpiti e un rigore sbagliato, aggiungendosi alle sconfitte subite tra l’Allianz Stadium e il Diego Armando Maradona.
Confrontando la stagione passata con quella corrente, l’Inter appare meno concreta contro i grandi eppure resta una squadra capace di creare occasioni, ma non di farle fruttare al massimo.
La stagione scorsa contro Milan, Juventus e Napoli si è chiusa con errori che hanno pesato sul punteggio: la squadra ha faticato a capitalizzare le opportunità contro avversari di alto livello.
La situazione odierna mette in luce una serie di segnali che chiedono una risposta rapida: la mancanza di continuità offensiva e, soprattutto, la gestione mentale della squadra nei momenti chiave delle partite.
Il divario tra il dominio territoriale e la Bulgaria chiamata tatticamente a chiudere i conti resta evidente: l’Inter crea, ma non sempre conclude.
Confrontando i dati, si osserva una fase in cui l’Inter non è riuscita a sfruttare al meglio le occasioni, nonostante un volume di tiro spesso superiore agli avversari nei match chiave.
Si parla spesso di fattore psicologico: la squadra sembra avere bisogno di una scossa, di un segnale che consuming la fiducia collettiva e la voglia di tornare a vincere contro i top club.
La dirigenza e lo staff hanno riconosciuto che la squadra ha bisogno di aiuto, come ha detto pubblicamente Kivo nelle interviste, evidenziando la necessità di voltare pagina e ripartire con nuove energie.
In termini offensivi, si nota un miglioramento rispetto alla scorsa stagione: Lautaro Martinez resta centrale, ma è stato affiancato da nuove risorse che hanno aumentato la profondità, pur mantenendo persistente la difficoltà di finalizzazione in alcuni frangenti.
Con l’arrivo di Angi Boni e la crescita della giovane Francesco Biò Esposito, l’Inter ha mostrato progressi, ma la tendenza all’errore sotto porta continua a pesare sul bilancio delle partite.
La squadra resta segnata da una caratteristica comune: l’incapacità di capitalizzare al massimo le occasioni sorge come una costante, pesando sui risultati e sulla serenità del gruppo.
Si è aperto un periodo di difficoltà che potrebbe determinare il percorso europeo: l’Inter ha incassato segnali di fragilità in Champions League contro avversari di calibro e deve dimostrare di saper reagire.
La traiettoria futura passerà anche dalla gestione di grandi tournée: incontri a Liverpool e Arsenal al Giuseppe Meazza e un confronto esterno contro Dortmund saranno test decisivi per valutare la solidità del progetto.
Se le tre partite successive dovessero tradire nuovamente le aspettative, la posizione in classifica rischierebbe di peggiorare: rinunciare agli errori contro avversari diretti diventa una questione di vita o di morte per i giro di 8° di finale.
In campionato, l’Inter affronterà proprio squadre di medio livello come Pisa, Genoa, Lecce e Parma, ma dovrà anche fronteggiare test significativi contro Como e Atalanta nel resto dell’anno, per dimostrare di essere tornata competitiva.
Nel frattempo i tifosi cercano segnali concreti di rinascita, magari con una svolta che possa offrire un senso di speranza per il prosieguo della stagione.
Punchline finale: Se l’Inter è in crisi contro i grandi, i grandi probabilmente hanno perso la bussola; la città intanto spera nel prossimo colpo di scena. Punchline sniper 1: Se la classe non è acqua, la pazienza è la nuova tattica: quattro quarti per raddrizzare la gara, tre volte su quattro, funziona come un orologio svitato. Punchline sniper 2: E ricordate: quando la palla non vuole andare in porta, la curva canta, il mister borbotta e il caffè diventa l’assistente tecnico più affidabile.