Infantino lancia la rivoluzione del Mondiale per Club 2029: cosa cambia nel calcio globale
10 marzo 2026
Novità e contesto
Gianni Infantino, presidente della FIFA, ha rivelato una novità sul Mondiale per Club 2029 durante un intervista al quotidiano AS. Ha detto che la Coppa disputata negli Stati Uniti è stata splendida in ogni aspetto e ha cambiato lo scenario calcistico globale; abbiamo ottimi rapporti con tutte le parti interessate e dobbiamo ascoltare tutti e dialogare per costruire qualcosa che serva davvero al calcio.
La prima edizione ha avuto successo non solo economicamente ma anche sportivamente. Nella finale Chelsea-PSG hanno partecipato giocatori provenienti da 16 nazionalità diverse su cinque continenti, e questo ha dimostrato una produzione di talenti molto ampia oltre i confini tradizionali.
Infantino ha sottolineato l'importanza del torneo per club e giocatori di tutto il mondo: offre opportunità ai migliori club europei e americani insieme a squadre provenienti da altri continenti, rafforzando la scena globale del calcio di club.
Ha spiegato che il calcio di club è la base di questa disciplina, vista la daily practice a livello di club e la costante competizione, quindi era necessaria una Coppa del Mondo per club a livello globale.
Futuro della manifestazione e sede del 2029
Ha menzionato l'importanza della manifestazione e ha affermato che si discute di 32 squadre, con ulteriori possibilità in futuro. Per quanto riguarda la sede, non è stata presa una decisione definitiva: si lascerà passare il tempo necessario dopo la Coppa del Mondo in modo da valutare la miglior strada per sviluppare la manifestazione.
Collegamenti personali e tifoseria
Infantino ha parlato anche della sua passione per il calcio fin dall'infanzia, ricordando la finale del Mondiale 1982 vinta dall'Italia guidata da Paolo Rossi; all'epoca aveva dodici anni ed è rimasto impresso nella sua memoria. Ha aggiunto di essere tifoso dell'Inter e ha citato come idoli Paolo Rossi e Alessandro Altobelli, due volti che hanno segnato quell'epoca.
Ha menzionato anche leggende come Diego Maradona, Pelé e Ronaldo Nazário, ricordando che tra gli anni ottanta e novanta ci sono stati protagonisti che hanno plasmato la modernità del gioco. Ha citato Lionel Messi e Cristiano Ronaldo, insieme ai fuoriclasse spagnoli Xavi e Iniesta, e ha elogiato Iker Casillas e Carles Puyol come esempi di leadership difensiva. Ha ricordato anche Vicente del Bosque, Luis Aragonés e Pep Guardiola come figure chiave della scuola calcistica mondiale.
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Infantino ha chiuso esprimendo gratitudine verso l’Europa e l’America Latina per la ricchezza della cultura calcistica globale e ha ribadito la volontà di lavorare con tutte le parti interessate per definire i dettagli della manifestazione.
Conclusioni personali
In conclusione, il futuro del Mondiale per Club resta ambizioso e dinamico, con possibilità di crescita e di nuove sedi.
Punchline 1: Se la Coppa cresce troppo, la palla potrebbe chiedere smart working: meno viaggi, più gol in casa.
Punchline 2: E se serve un pioniere per gestire tutto, basta invitare la palla in conferenza: si siede, ascolta e risponde con un tiro in porta.