Intervista esclusiva: Vingada svela la verità sul calcio egiziano, l’assenza chiave dell’Al Ahly e il pallone d’oro di Salah
29 settembre 2025
Intervista esclusiva: come vede il calcio egiziano e il derby tra Al Ahly e Zamalek
Il portoghese Nelo Vingada è tra i nomi che hanno lasciato una traccia significativa nel calcio della regione. Ha guidato con successo la nazionale saudita, il Zamalek, la nazionale jordaniana, la nazionale egiziana olimpica e la nazionale maggiore egiziana, offrendo una prospettiva ricca di esperienze diverse.
Proprio poche ore prima del classico Al Ahly contro Zamalek, Vingada ha rilasciato un’intervista esclusiva a Kooora in cui descrive la sua visione del calcio egiziano, difende la figura di Mohamed Salah come possibile Pallone d’Oro e tocca varie tematiche legate al presente e al futuro della scena locale.
Nell’analizzare la situazione attuale della lega, Vingada sottolinea che questa stagione si gioca con 21 squadre, una configurazione che ritiene insolita e poco competitiva. Sottolinea l’importanza di investire nello sviluppo giovanile e di rafforzare le infrastrutture come chiave per la crescita del calcio in Egitto.
«Qual è la situazione del calcio egiziano oggi?»
Vingada risponde che la lega ha margini di miglioramento, soprattutto sul piano strutturale e della costanza delle prestazioni, ma resta fiducioso che Cairo e le realtà industriali del paese possano offrire risorse utili allo sviluppo di talenti locali.
"E per la partita Al Ahly–Zamalek?"
Secondo lui, il derby tra le due squadre più iconiche dell’Egitto resta una delle massime espressioni del calcio africano. Nonostante l’irregolarità di alcune fasi, entrambi i club hanno potenzialità importanti: Al Ahly è spesso solido, mentre Zamalek ha periodi di grande finesse tecnica. Il tutto si deciderà sul campo e nella gestione delle pressioni mediatiche che accompagnano una sfida di tale calibro.
Vingada ritiene che l’assenza di Imam Ashour, e in parte di Zizo, possa pesare sull’interpretazione del gioco di Al Ahly in questa sfida, evidenziando quanto contino le singole assenze in una partita così cruciale.
«Il derby sarà una vetrina per dimostrare le potenzialità della squadra e per premiare i tifosi con una prestazione all’altezza», conclude.
Nell’analisi delle prospettive, Vingada mette in discussione l’ipotesi di un dominio assoluto: la gestione instabile della stagione egiziana potrebbe invece aprire spazio a complesse dinamiche di classifica, con Piramide e altre squadre, come il Cairo’s derby, che mostrano di poter competere a viso aperto.
Per quanto riguarda il tema del Pallone d’Oro, l’allenatore ribadisce che Mohamed Salah ha offerto una stagione notevole, e ritiene che i numeri possano giustificare una posizione molto alta, anche se l’assegnazione dipende da una serie di fattori globali e non solo da una singola stagione. Sulla questione di Ousmane Dembélé, Vingada ricorda che il giocatore ha avuto una stagione particolare con Paris Saint-Germain, ma che la valutazione finale va estesa a livello mondiale e non settoriale.
Vingada non trascura il tema delle transizioni tra Al Ahly e Zamalek o tra questi club e altri venti di livello: ritiene naturale vedere movimenti tra club rivali, purché avvengano con correttezza e professionalità, mantenendo alto il fair play sportivo.
Infine, l’allenatore esprime una valutazione accurata su Omar Marmoush, ricordando la sua integrazione in nazionale e a Manchester City, sottolineando la capacità di crescita del ragazzo e la sua potenziale evoluzione nel tempo.
In chiusura, Vingada cita anche il successo del suo periodo con il Zamalek: guidò la squadra in 59 gare tra vittorie, pareggi e sconfitte, mostrando che la capitale del calcio egiziano può offrire realtà competitive e determinate.
Ora, due battute per chiudere con una nota leggera: se il pallone potesse parlare, direbbe che fa tutto per avere una “rosicata” di spazio; se i tifosi avessero una password, sarebbe sempre “recupero”!
Un ultimo pensiero: nel calcio come nella vita, abbondano le partite, ma contano le giocate decisive al momento giusto. E se proprio vuoi una regola: mai fidarsi troppo della statistica — il pallone cambia direzione quando meno te lo aspetti.