Kroos svela il segreto del Real Madrid: una carriera da fuoriclasse, un avvertimento a Alonso e una dose di humor leggero
28 dicembre 2025
La scena: una carriera al Real Madrid tra successi e riflessioni
Toni Kroos, leggenda del Real Madrid, ripercorre con toni rilassati la sua lunga avventura al club e commenta il ruolo di Xabi Alonso come allenatore nella stagione corrente.
«Qual è il club in cui ho giocato? Risposta facile: il Real Madrid. Sono stato fortunato a vestire la divisa del miglior club del mondo per dieci anni. Il periodo lì è stato il più riuscito: ci siamo sentiti una famiglia e abbiamo ottenuto grandi successi».
«Xabi Alonso? Allenare il Real Madrid è la sfida più difficile. Anche se vinci, potresti non trovare la gioia di tutti; qui le critiche arrivano molto in fretta».
«L’allenatore ha poco tempo: non puoi pensare al tuo stile per un anno o due, devi vedere risultati immediati. Sono convinto che Xabi sia un tecnico molto capace e abbia la qualità per guidare Real Madrid. Sa già cosa significhi per questo club».
«Per Endrick è fondamentale giocare: se non gli dai spazio, è meglio mandarlo in prestito per crescere. L’ho pensato anch’io a 18 anni quando ero al Bayern e ho scelto di andare a Leverkusen».
«Ancelotti poteva andarsene l’anno scorso, ma è rimasto. In estate gli ho augurato buona fortuna: sapevo che desiderava guidare il Brasile e che hanno giocatori di livello come Vinicius, ora con più esperienza».
«In Real Madrid ti insegnano che devi vincere tutti i trofei. Per i brasiliani, il Mondiale per club è molto importante; per gli europei, la Champions è l’obiettivo principale. Vincere il Mondiale per club è più facile che vincere la Champions».
«Ancelotti è il miglior allenatore con cui ho lavorato: capisce come gestire un grande club, non è solo questione di tattica. Il Bernabéu è il miglior stadio al mondo; la finale di Champions contro la Juventus è stata la migliore partita della mia carriera. Cristiano Ronaldo è stato il migliore tra i giocatori con cui ho avuto il piacere di giocare; tutto ciò che ho vissuto è stato un sogno».
Punchline finale 1: se al Bernabéu ti chiedono risultati subito, ricordati che il pallone ha la pazienza di un gatto: arriva sempre in fondo al corridoio della rete.
Punchline finale 2: se Alonso teme le critiche, basta dirgli: «qui la pazienza è una valuta forte, ma la vittoria è l’ATM automatico».