La danza finale: Salem Al-Dosri e il Mondiale 2026 che potrebbe chiudere una stagione
16 ottobre 2025
La danza finale: Mondiali 2026 e Salem Al-Dosri
La qualificazione della nazionale saudita ai Mondiali 2026 è arrivata come una vera ancora di salvataggio per Salem Al-Dosri, capitano dei Verdi e stella dell'Al-Hilal.
Non è la prima partecipazione di Salem al Mondiale; vestirà la maglia della selezione nello sport estivo prossimo negli Stati Uniti, in Canada e in Messico, ma questa potrebbe essere la sua ultima apparizione da leader della nazionale.
Al-Dosri ha contribuito a portare la squadra in finale, non senza ostacoli che hanno scatenato critiche tra i tifosi, che lo vedono come un eroe capace di cambiare le sorti del match, soprattutto in partite decisive.
Un'opportunità da non perdere e un momento di transizione
Non è stato sempre così durante le qualificazioni, ma la presenza al Mondiale potrebbe essere l'occasione per mettere il timbro tra i grandi della scena mondiale.
Come da tradizione dei grandi campioni, i Mondiali spesso rappresentano l'ultima grande occasione per lasciare un segno: guidare la squadra oltre la fase a gironi nel formato attuale a 48 squadre è l'obiettivo.
Salem, vicino a raggiungere le 100 presenze internazionali, sogna di aggiungere un momento memorabile—come il suo gol contro la squadra campione Argentina—alla sua carriera.
Premi, pressioni e futuro
Con 24 gol in 97 presenze, Al-Dosri ha anche 3 gol ai Mondiali in 6 partite e guarda a una terza partecipazione che sia più positiva.
Oltre ai gol, è l'insieme del contributo offensivo che conta, per superare la fase a gironi e per dare valore al lavoro di una Nazionale che sogna di progredire nel nuovo formato con 48 squadre.
Nel frattempo Salem è stato nominato per il premio di miglior giocatore in Asia 2025, una tappa che illumina ulteriormente la sua stagione.”
Salem, vicino ai 100 match internazionali, sogna di aggiungere un momento memorabile, magari come quello contro l’Argentina campione del mondo, per siglare una pagina importante della sua carriera.
Una cerimonia, Afif e Afih: tra presente e assenze
Durante la conferenza stampa a Riyad, Salem è apparso pronto a discutere la qualificazione e il suo futuro; Afro Afif ha avuto momenti di presenza/assenza legati all’evento, con Arif Aiman presente e Afif inizialmente indicato come assente, poi confermato presente in alcune versioni della cronaca.
La nazionale saudita affronta ora il Mondiale 2026 con l’obiettivo di superare la fase a gironi, in un formato che premia la continuità e la solidità, contando anche sull’esperienza di un capitano esperto come Al-Dosri.
Il 34enne Al-Dosri vuole chiudere al meglio la sua avventura con la nazionale: una partecipazione al Mondiale potrebbe essere l’ultima grande occasione per lasciare una firma indelebile, magari con un ultimo colpo di scena che rimanga negli occhi dei tifosi.
Afif, Akram Afif, rimane al centro del discorso: la sua presenza al evento, il suo ruolo e l’impatto sul gioco di squadra restano temi di discussione tra media e tifoseria, ma al momento Salem guida la carica della squadra verso la fase successiva.
La qualificazione al Mondiale: cosa significa per il futuro
La qualificazione al Mondiale 2026 conferma che l’Arabia Saudita sta costruendo una line-up capace di competere ai massimi livelli, anche in un contesto di 48 squadre. L’obiettivo è proseguire il cammino di crescita, puntando a risultati concreti e a una partecipazione che resti impressa non solo per i singoli talenti, ma per l’intero gruppo.
Salem Al-Dosri, con quasi 100 presenze, continua a essere un punto di riferimento, un simbolo di leadership e di resilienza, pronto a dimostrare che il valore di una squadra non si misura solo con i gol, ma con la capacità di alzare l’asticella quando conta di più.
Punchline finale: Se la carriera è una danza, Al-Dosri è l’unico che balla sulle punte e segna; e se una risata è contagiosa, sappiamo chi è la fonte delle risate in campo: il capitano non perde mai il ritmo, nemmeno sotto pressione. E se tutto va bene, la storia parlerà di lui come di colui che ha trasformato una qualificazione in una leggenda. Punchline 2: Se il Mondiale fosse una pizza, Salem sarebbe il toppings: sempre presente, sempre in bella mostra, e lascia un sapore che non svanisce mai.