La magia di Kenan Yildiz: una panchina che cambia la notte Champions della Juventus
25 novembre 2025
La rimonta in Champions League
Kenan Yildiz, giovane talento della Juventus, ha dichiarato di non sapere in anticipo di non partire dall’inizio contro Bodø/Glimt e ha rifiutato di prendersi troppi meriti per la prima vittoria della Vecchia Signora in questa stagione di Champions.
La Juve ha vinto una gara molto combattuta sul campo dei norvegesi, perdendo inizialmente il passo ma ribaltando il punteggio fino al 3-2 finale grazie ai gol di Olì Blomberg e Weston McKennie in due minuti chiave, al secondo tempo.
La squadra di casa è tornata in parità con un rigore di Sondre Brunstad Bold al 87’, ma in pieno recupero, al 90+1, Jonathan David ha trovato la rete della vittoria per la Juventus, regalando tre punti fondamentali in chiave girone.
Con questa vittoria, la Juventus sale a 6 punti e si colloca in una posizione di rilievo nel gruppo, mentre Bodø/Glimt resta a quota 2 punti, complicando il cammino della squadra norvegese.
Protagonisti e mindset
Il tecnico ha preferito lasciare Kenan Yildiz in panchina all’inizio, ma l’ingresso del giovane turco all’inizio del secondo tempo ha cambiato drasticamente l’inerzia della partita. Yildiz è stato tra i giocatori più incisivi, dimostrando visione, velocità e concretezza, tanto da essere premiato come uomo-partita della sera.
In seguito alle interviste post-gara, Yildiz ha dichiarato a Sky Sport Italia: “Non sapevo prima della partita che non avrei giocato; è stata una scelta dell’allenatore. Ho dato tutto quando sono entrato in campo per aiutare la squadra.”
Ha aggiunto: “Non penso agli gol o agli assist; sono venuto qui per aiutare i compagni e sono felice di aver contribuito, anche se in minima misura.”
Yildiz ha anche creato l’assist per Fabio Meriti, che però è stato annullato per fuorigioco di Luis Openda all’inizio dell’azione. Lo stesso tedesco-turco ha commentato: “Pensavo fosse la miglior occasione della mia partita; sarebbe stato magnifico se anche lui avesse segnato, come se la torta fosse stata ancora più dolce.”
Contesto europeo e numeri sul lungo periodo
In Champions League, la Juve ha avuto un cammino altalenante: pareggio 4-4 contro il Borussia Dortmund in casa, 2-2 a Villarreal in trasferta, e sconfitta per 1-0 contro il Real Madrid nelle uscite successive. Poi un 1-1 con lo Sporting, che ha complicato la strada verso la fase a eliminazione diretta.
Nella quinta giornata, la vittoria in Norvegia ha riacceso le speranze di passaggio del turno, offrendo una prima vittoria europea della stagione per l’undici di casa.
In campionato, il percorso dei bianconeri ha visto alti e bassi: vittorie contro Parma e Genoa, un 4-3 sul derby d’Italia contro l’Inter, seguite da pareggi con Hellas Verona e Atalanta. Le difficoltà hanno portato alla fase di cambio in panchina con l’arrivo di Luciano Spalletti come nuovo allenatore. Il rientro in forma è arrivato con la vittoria 3-1 sull’Udinese e un 2-1 contro Cremonese, ma il pari del Derby della Mole contro il Torino ha frenato l’entusiasmo.
Alla decima o dodicesima giornata, la Juventus mostrava segnali di risveglio: 5 vittorie, 5 pareggi e 2 sconfitte. 15 reti segnate e 11 subite hanno portato i bianconeri al settimo posto, a 7 punti dal primo in classifica Roma e a 4 dal quarto posto che vale l’accesso alle competizioni europee.
La squadra ha quindi proseguito il percorso di ricostruzione, attraversando anche lo stesso periodo di riflessioni sui ruoli e sulle strategie del club, con l’esonero di Tudor e l’arrivo di Spalletti. La stagione resta in bilico tra rinnovamento e necessità di risultati concreti.
Curiosità locale: in casa Juve si è assistito a una fase di assestamento che ha visto il club cercare continuità tra giovani promesse e veterani, con l’obiettivo di tornare a lottare per grandi traguardi sia in campionato che in Europa.