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La rivoluzione silenziosa di Tuchel: l'Inghilterra lascia le stelle e costruisce una squadra

10 ottobre 2025

La rivoluzione silenziosa di Tuchel: l'Inghilterra lascia le stelle e costruisce una squadra
Tuchel spinge l'Inghilterra verso una nuova identità di gruppo

Una rivoluzione silenziosa della nazionale

Attraverso Thomas Tuchel, ct della nazionale inglese, ha espresso il suo disappunto verso i tifosi dei "Tre Leoni" dopo la vittoria di 3-0 contro il Galles allo Wembley Stadium, ma la prestazione dei suoi giocatori gli ha lasciato dentro un profondo senso di soddisfazione e una piena giustificazione delle sue scelte.

Mentre l’allenatore tedesco criticava il pubblico silenzioso con toni insoliti per un tecnico nei confronti dei propri sostenitori, dopo una partita decisa praticamente nei primi 20 minuti e chiusa con un punteggio netto, stava inviando un messaggio più ampio di una semplice lamentela dalle gradinate.

Quel messaggio, che va oltre l’esclusione improvvisa della stella Jude Bellingham dall’ultimo elenco, disegna una nuova fase dell’identità degli "Tre Leoni": Tuchel vuole chiudere definitivamente il capitolo del "sistema delle stelle".

«Non stiamo selezionando i giocatori più talentuosi, stiamo costruendo una squadra. Le squadre vincono i trofei, non gli individualismi».

Nessuno è al di sopra della squadra.

Con questa frase, Tuchel ha posto un confine all’idea di affidarsi costantemente ai nomi di grido, sottolineando che il posto in formazione si conquista con impegno e rendimento, non con la fama o la storia.

Forse l’esclusione di Bellingham, nonostante la sua statura agli occhi di tifosi e media, resta una scelta rischiosa ma logica: la stella del Real Madrid non ha giocato molto dopo l’intervento alla spalla.

Probabilmente Bellingham voleva restare in lista, ma Tuchel ha deciso di proseguire con i giocatori che gli hanno dato la vittoria più significativa finora, ovvero la vittoria 5-0 contro la Serbia a Belgrado nelle qualificazioni al Mondiale 2026.

Per rafforzare questa scelta, Morgan Rogers, 23 anni, dell’Aston Villa, è apparso come una stella nel ruolo di numero 10, continuando l’impressione lasciata contro la Serbia.

Rogers, simbolo della nuova identità

Rogers, 23 anni, è diventato un simbolo della nuova filosofia che Tuchel sta cercando di rendere realtà: ha segnato all’esordio contro il Galles al 3’ con una conclusione precisa da distanza ravvicinata, ha fornito l’assist per Ollie Watkins all’8’ e ha visto OlIy Saka chiudere la trilogia al 20’.

Nel secondo tempo, Rogers ha sfiorato un altro gol colpendo la traversa, ricevendo una calorosa standing ovation al momento del cambio al 69’.

In numeri, ha passato 24 palloni, 19 riusciti, creato due occasioni e segnato un gol, e Tuchel lo ha descritto così: "Morgan è ciò che vedi. È un numero 10, lotta per il suo posto. Sta andando nella direzione giusta".

Ha aggiunto: "Abbiamo bisogno dello sforzo collettivo; la squadra è ciò che fa la differenza. Possiamo sempre contare su Harry Kane, ma dobbiamo imparare a giocare senza di lui e senza Bellingham, perché entrambi sono infortunati".

Ambiente nuovo e mentalità diversa.

Da parte sua, Rogers ha espresso gioia per far parte di questa generazione, dicendo: "Non è stata una notte negativa. La squadra è diversa, ma l’idea è una sola. La mentalità è la stessa; i giocatori che partecipano o meno sanno cosa fare. Ci alimentiamo gli uni dagli altri, è un ambiente meraviglioso per giocare".

Mentre Rogers ha rubato la scena, anche Elliot Anderson del Nottingham Forest ha offerto una terza prestazione positiva consecutiva con la nazionale. Anderson, che resta fuori dalla "circoscrizione" dei soliti nomi, ha dimostrato con 77 passaggi (74 riusciti), due occasioni create e 6 recuperi, guadagnando l’elogio di Tuchel: "Morgan ed Elliott sono umili e talentuosi insieme, un mix fantastico".

Una vittoria legittima il progetto.

La vittoria contro il Galles, sebbene contro una squadra impegnata nella sfida decisiva contro il Belgio, ha fornito a Tuchel ulteriore sostegno al suo progetto. La vittoria è arrivata senza la triade formata da Cole Palmer, Harry Kane e con l’assenza di Phil Foden; nonostante ciò l’Inghilterra è sembrata più coesa che mai. Se la squadra fosse stata perdente, Tuchel sarebbe stato bersaglio facile delle critiche, ma il risultato ha regalato un sorriso al tecnico e ha rafforzato l’idea di avere mani salde sui tienti della nazionale.

E forse per questo motivo ha espresso una critica tagliente al pubblico inglese dopo la partita per il suo silenzio in tribuna, un gesto audace che mostra un allenatore a proprio agio nel ruolo e sempre più convinto del percorso intrapreso.

Un messaggio a Bellingham.

Ovviamente Jude Bellingham parteciperà al Mondiale 2026, ma dopo questi sviluppi non avrà automaticamente un posto da titolare: ha capito di non essere insostituibile e che l’allenatore è pronto ad andare avanti senza di lui se necessario.

La nazionale inglese ora si dirige verso la sfida contro la Lettonia a Riga, martedì prossimo, con una sensazione crescente di coesione e forza: un altro successo potrebbe proiettarla al Mondiale e dare al progetto di Tuchel una maturità ancora maggiore, dimostrando che costruire una squadra coesa è molto più utile che inseguire singoli brillanti.

Punchline 1: Se la squadra è una band, Tuchel è il batterista: tiene il tempo, e i veri virtuosi sono quelli che restano sul palco anche quando la musica cambia.

Punchline 2: Se la tua squadra cerca stelle, è perché hai perso la bussola: qui la vera stella è la coesione, e non c’è modo di soffiarle la luce al gruppo.

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Marco Limprevedibile

Sono Marco Limprevedibile, giornalista sportivo italiano nato nel 1994. Appassionato di pittura contemporanea, escursioni costiere e cafeologia, condivido con entusiasmo la mia visione sensibile dello sport.

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