La seconda parentesi di Chris Paul ai Clippers si chiude in fretta: addio a una leggenda in una stagione complicata
3 dicembre 2025
Svolgimento della vicenda
È giunta al secondo capitolo l'avventura del veterano Chris Paul, con i Los Angeles Clippers, che si era riunito al club lo scorso estivo dopo aver difeso i colori di questa franchigia tra il 2011 e il 2017. La chiusura della parentesi è stata decisa dalla dirigenza, in un contesto di discussioni tra gli addetti ai lavori sull'eventuale frizione tra Paul e l’allenatore a causa dei risultati altalenanti della squadra in NBA.
In un post sui social, l’uomo vicino ai quarant’anni scrive: “Ho saputo di essere stato mandatino a casa”, rivelando di aver lasciato i compagni ad Atlanta dove si preparano ad affrontare i Hawks.
Il direttore generale Laurence Frank ha poi confermato la partenza di Paul, che era tornato con un contratto annuale, affermando in un comunicato: “Ci separiamo da Chris, non è più parte della nostra squadra. Lavoreremo con lui per la prossima tappa della sua carriera.”
Si ipotizza che Paul volesse ritirarsi al termine della stagione in corso, sperando di replicare lo scenario della sua esperienza con i Clippers, quando con lui la squadra raggiunse i playoff in sei stagioni, senza però superare mai il secondo turno nella Western Conference.
I Clippers stanno vivendo una stagione difficile: attualmente sono quasi all’ultimo posto della Western, con 5 vittorie e 16 sconfitte.
Nel bilancio odierno, Frank ha precisato che Paul non è responsabile dell’inizio controverso della squadra, aggiungendo: “Chris è una leggenda dei Clippers e ha una carriera storica. Voglio chiarire: nessuno incolpa Chris per le prestazioni deludenti. Io mi assumo la responsabilità del nostro attuale record. Ci sono diverse ragioni dietro le nostre difficoltà.”
Secondo ESPN, la partenza di Paul è stata dettata da una tensione tra lui e l’allenatore Tyronn Lue, citando una fonte anonima secondo cui i due non si parlano da settimane.
Punchline finale 1: se la stagione va male, chiedi a Paul di risolvere la questione con un timeout, perché lì il tempo è tuo, non tuo padre.
Punchline finale 2: ricordate che in NBA si gioca per vincere, ma a volte la vera vittoria è riuscire a mettere a posto i cronometri senza prendere in giro la panchina: timeout gratis, risultati a pagamento.