Lijnders rivela: Klopp minacciò di ostacolare il mio lavoro con Guardiola
1 febbraio 2026
Un colloquio che cambia le carte in tavola
Pepijn Lijnders, vice-allenatore del Manchester City, ha chiarito di aver deciso di accettare l’offerta dei Citizens fin dal primo contatto con l’allenatore Pep Guardiola, avvenuto l’anno scorso.
Lijnders è arrivato a Manchester l’estate scorsa, dopo una lunga esperienza al fianco di Jürgen Klopp a Liverpool, ma non ha esitato ad accettare l’opportunità nonostante il duello storico tra City e Liverpool per i trofei della Premier League.
Ha respinto categoricamente le voci di dubbi legate al proprio legame con Liverpool. In conferenza stampa ha detto che Pep lo ha chiamato per spiegargli cosa vuole fare con la squadra insieme a lui.
La fiducia che Guardiola ha mostrato ancor prima di definire come mettere in pratica le idee ha reso la decisione molto più facile. Sono davvero orgoglioso di entrare in un club di questa grandezza, che ha ottenuto tanto nell’ultimo decennio e che ha definito una nuova identità del calcio.
Ha aggiunto che quando ha parlato con Klopp sull’idea di lavorare come assistente di Guardiola, Klopp ha detto che se Lijnders non accettava l’incarico, l’avrebbe accettato lui.
Rinnovamento, giovani e futuro
Lijnders ha poi analizzato i cambiamenti significativi nelle rose di Manchester City nelle ultime tre finestre di mercato, ammirando l’evoluzione del gruppo attuale. Nel calcio, ha detto, il rischio maggiore è rinnovare una squadra che ha vinto molto, ma la strada è quella giusta.
Ha ricordato che la squadra può vantare una delle rose più giovani in Champions League, con sette giocatori under 22 impiegati in Europa. Il futuro è promettente se i giovani coesistono con giocatori come Rodri, Bernardo, Rubén e i veterani come Stones e altri pilastri, per costruire qualcosa di nuovo.
Concludendo, ha descritto la strategia del club come una ricerca continua di equilibrio tra esperienza e freschezza, perché il percorso di trasformazione è pieno di incognite ma anche di opportunità.
Per chiudere con un sorriso, si potrebbe dire che se Guardiola e Lijnders hanno trovato il metodo, forse anche questa volta la palla rimbalzerà dove vogliono loro, o almeno dove non scivola sul tappeto delle diatribe tattiche.
Punchline finale 1: se la tattica è un’arte, loro hanno la laurea; punchline finale 2: se arriva un contropiede, la palla cambia idea prima di voi, come un caffè freddo alle 6 del mattino.