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Lopetegui rivoluziona il Qatar: la Coppa Arab come banco di prova per una rinascita azzurro-qatari

23 novembre 2025

Lopetegui rivoluziona il Qatar: la Coppa Arab come banco di prova per una rinascita azzurro-qatari
Il Qatar si prepara alla Coppa Arab guidato da Lopetegui.

Contesto e rinascita del Qatar

Il Qatar ha vissuto pressioni intense di calendario dopo la Coppa del Mondo 2022, con giocatori chiave stanchi e prestazioni spesso altalenanti.

Questa fase si è riflessa anche nelle qualificazioni asiatiche per il Mondiale 2026: la nobile nation qatariota ha dovuto superare ostacoli graduali per restare competitiva a livello internazionale.

La strada verso il Mondiale è passata per la Fase Playoff asiatica, dove il Qatar ha guidato il gruppo di qualifica e ha conquistato l’accesso con una combinazione di pareggi e vittorie soffocate contro l’Emirati e l’Oman.

In questo contesto è arrivato Julen Lopetegui, incaricato di guidare una ricostruzione guidata dall’esperienza ma aperta all’innovazione, con l’obiettivo di rinsaldare l’organizzazione e di aprire spazio a nuove leve.

Tra i veterani confermati spiccano giocatori noti a livello internazionale, mentre Lopetegui ha richiamato in squadra elementi di esperienza per guidare i giovani in un percorso di crescita exaltante ma complesso.

Le prime mosse del tecnico spagnolo hanno incluso amichevoli mirate contro avversari esterni al continente per testare l’attitudine della squadra a convivere senza cedere terreno all’avversario.

In parallelo, Lopetegui ha cominciato a rimodellare la rosa, affidando opportunità a talenti emergenti e a giovani promesse, con la promessa di un’età media più bassa e una mentalità più dinamica.

Il lavoro si è concentrato su un ritorno a una migliore organizzazione di squadra, su una preparazione atletica più mirata e su piccoli dettagli tattici capaci di determinare la differenza in partite di alto livello.

Tra i nomi che hanno iniziato a prendere posto nel nuovo progetto, spiccano talenti emergenti che hanno brillato nelle fasi di qualificazione, insieme a vecchie glorie capaci di guidare il gruppo in questa fase di transizione.

La speranza è che questa combinazione di esperienza e giovinezza possa portare a una coesione di squadra più solida, capace di affrontare le sfide di un ciclo Mondiale lungo e impegnativo.

Con il calendario che conta poco meno di un anno al Mondiale, Lopetegui ha chiarito che l’obiettivo non è un passo singolo ma una crescita progressiva del gruppo per tornare a competere ai massimi livelli.

La Coppa Arab, in particolare, viene vista come occasione cruciale per misurare lo stato di salute della ricostruzione, offrendo al Qatar l’opportunità di mostrare una nuova identità e di preparare la strada per le sfide successive.

Il tecnico ha inoltre sottolineato che la rotazione tra giocatori esperti e giovani non sarà casuale, ma mirata a dare a tutte le componenti della squadra la possibilità di dimostrare valore in contesti competitivi.

Un’altra chiave del progetto è la capacità di mantenere l’ossatura della squadra e al contempo introdurre elementi freschi in grado di portare idee nuove e dinamismo sulle fasce e nel mezzocampo.

In definitiva, la strada intrapresa dal Qatar offre una prospettiva di crescita che potrebbe restituire al paese una posizione di rilievo internazionale, non solo in ambito continentale, ma anche nel panorama globale del calcio.

Obiettivi e responsabilità

In questa cornice, Lopetegui ha messo in chiaro che l’obiettivo della Coppa Arab è raggiungere almeno le fasi decisive: semifinale o finale, con la filosofia di ruotare tra veterani e giovani per valorizzare ogni risorsa disponibile.

Questo approccio è stato presentato come una svolta rispetto al passato, proponendo una gestione più aperta della rosa e una fiducia crescente nelle capacità dei giovani di emergere a livello internazionale.

La competizione araba, che gode di una statuetta FIFA, rappresenta anche un banco di prova rilevante per la classifica FIFA prima del prossimo sorteggio Mondiale, rendendo la Coppa Arab una tappa decisiva nel percorso verso il Mondiale 2026.

Tra le incognite, resta la forza del gruppo della Tunisia e la necessità di completare la griglia con Siria, Sudan del Sud, Palestina e Libia, che formeranno la contesa principale della fase a gironi.

Nonostante le sfide, il progetto Qatar-Lopetegui è ambizioso: riportare la squadra al centro della scena internazionale attraverso una ricostruzione pragmatica, con una combinazione di solidità difensiva e dinamismo offensivo.

Con questa direzione, il Qatar si prepara a misurarsi in una competizione chiave, dando forma a una nuova identità che potrebbe aprire la strada a successi futuri e a una lunga stagione di successi internazionali.

Note finali e tono leggero

Due battute rapide: se la tattica è un orologio, Lopetegui sta rimontando le lancette a colpi di precisione; e se la partita è una pizza, la sua squadra sta per servire una margherita con extra intensità al punto giusto. PS: chi dice che il pallone non sorride, non ha mai visto Lopetegui disegnare contro-pressing che fa sorridere persino la traversa.

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Sofia Soso

Sono Sofia Soso, giornalista sportiva italiana nata nel 1996. Appassionata di immersioni subacquee, pittura su seta e canto lirico, condivido con entusiasmo la mia visione sensibile dello sport.

Domande frequenti

Chi guida la ricostruzione della nazionale qatariota?

Julen Lopetegui, allenatore incaricato di guidare la ricostruzione tecnica e tattica.

Qual è l’obiettivo dichiarato per la Coppa Arab?

Raggiungere almeno la semifinale o la finale, testando una combinazione di giocatori esperti e giovani promesse.

Qual è la strategia sull’equilibrio tra veterani e giovani?

Mantenere i volti di esperienza fondamentali e dare opportunità ai talenti emergenti nelle amichevoli.

Quali sono le possibili avversarie e sfide del gruppo?

La Tunisia è una delle avversarie dirette; nel gruppo potrebbero esserci Siria, Sudan del Sud, Palestina e Libia, con la Coppa Arab come banco di prova.