Mondiale 2030: il Camp Nou pronto a sognare o un piano di lavoro infinito? Barcellona tra promesse e permessi
18 febbraio 2026
Situazione attuale
Joan Laporta, candidato alla presidenza del Barcellona, ha spostato la discussione sullo stadio Camp Nou dal tema della finale del Mondiale 2030, prevista in Spagna, Portogallo e Marocco.
Il sindaco di Barcellona, Jaume Collboni, aveva annunciato di aver presentato una richiesta ufficiale per ospitare la finale, alimentando l’ambizione catalana di dominare la scena.
Durante un evento con Mundo Deportivo, Collboni ha fatto sapere che la volontà della città è stata già inviata all’RFEF, pur sapendo che la decisione finale spetta alla FIFA.
Prospettive e requisiti
Laporta è stato però meno ottimista rispetto al collega sindaco: in una campagna elettorale ha dichiarato a Mundo Deportivo che sarebbe magnifico se la finale ci fosse al Camp Nou, ma c’è ancora molto lavoro da fare.
Poi ha spiegato che servono aggiornamenti al piano urbanistico generale e che è necessario presentare una richiesta al consiglio comunale. Non si tratta solo di completare la costruzione dello stadio: FIFA richiede di rivedere l’area circostante, compresi campus universitari e spazi esterni.
Infine, ha toccato la copertura dello stadio: la trattativa con la Liga prevede l’inizio delle partite in casa tra giugno e settembre, con l’obiettivo di restare al Barça e non tornare a Montjuïc.
Il dossier è aperto, il conto alla rovescia non è ancora cominciato ma l’idea di un Mondiale interamente giocato in casa resta una possibilità concreta per Barcellona.
Punchline 1: Se servono permessi, chiediamo al VAR: Video Amministrativo di Revisione.
Punchline 2: A Barça sanno dribblare le scartoffie: la burocrazia non entra in fuorigioco.