Pioggia di lacrime e accuse nel calcio egiziano: Ekrami Shahat in diretta rompe il silenzio su Ramadan Sobhi
19 dicembre 2025
La commozione di una leggenda del calcio egiziano
Ekrami Shahat, portiere storico dell’Ahly e della nazionale egiziana, è apparso visibilmente scosso in diretta televisiva discutendo la crisi che coinvolge Ramadan Sobhi, stella di Pyramids FC. Le sue parole hanno toccato tifosi e addetti ai lavori, ricordando quanto il pallone possa intrecciare drammi personali e sportivi.
La cruda cornice legale
La corte ha deciso di trattenere Ramadan Sobhi in attesa di una decisione sull’accusa di falsificazione di documenti ufficiali e di aver istigato una persona di nome Yousuf a sostenere gli esami al suo posto. L’uomo è stato arrestato e il caso è stato portato all’attenzione della magistratura. Sobhi è accusato di istigazione e di aver orchestrato gli esami per tre interi anni accademici.
La sentenza è attesa per il 30 del mese corrente, in un contesto di notevole tensione tra i club coinvolti e i supporter della nazionale egiziana.
La palla resta in mano al TAS e al destino sportivo
In aggiunta, la Corte Arbitrale per lo Sport (CAS) ha sospeso Ramadan Sobhi per quattro anni a seguito della conferma di una manipolazione delle analisi antidoping durante una partita della coppa Confederazione nel 2022, disputata con il suo club.
Ekrami, durante un intervento su MBC Masr, ha rivelato che inizialmente aveva dichiarato che Ramadan sarebbe stato mentalmente stabile dopo la crisi; successivamente ha ammesso che la realtà era diversa.
Il portiere ha raccontato di aver incontrato Sobhi al ritorno dall’Arabia Saudita dopo l’Umrah e di averlo trovato in uno stato molto difficile. Ha aggiunto di pregare affinché Ramadan torni a casa sano e salvo e di ringraziare chi lo sostiene in questo momento.
La vicenda resta aperta e continua a tenere banco tra le comunità calcistiche egiziane, con molti che chiedono chiarezza e giustizia sportiva.
“E se la realtà diventa spettacolo, che sia una buona occasione per riflettere sui doveri di chi è sotto i riflettori”, ha sottolineato Shahat, con una nota di voglia di normalità e riscatto per il protagonista.
Per concludere, una nota di leggerezza: se il calcio è una scena, allora questa è una lunga scena di attesa, con lacrime, accuse e… suspense. E ora due battute che non guastano: “Se piangi in diretta, ricorda che la tua carriera avrà bisogno di un pacco di fazzoletti e di un buon regista.” “Se l’esame diventa una lotta tra documenti e scorciatoie, forse è il momento di chiedere al VAR se la verità è in fuorigioco.”