Quando due giganti diventano avversari: il Clasico tra potere, politica e pallone
22 ottobre 2025
Alleati trasformati in avversari: la saga tra Barcellona e Real Madrid
In una scena drammatica che ridisegna la mappa degli alleati nel calcio europeo, l'amicizia professionale tra il presidente del Barcellona, Joan Laporta, e il suo omologo del Real Madrid, Florentino Pérez, è diventata una sfida politica ed amministrativa molto accesa.
I due erano quasi alleati nella grande battaglia contro l'UEFA, ma una serie di avvenimenti – dalla nascita della Superlega europea allo scandalo Nigeriera – ha spaccato quell'unità.
Con l'avvicinarsi del Clasico tra le due squadre, domenica prossima, l'aria è diventata carica di tensione e tradimento, riflettendo le loro politiche contrapposte sul prato verde in modo senza precedenti.
La nascita della Superlega
La storia è partita da una alleanza inaspettata tra Laporta e Pérez nel progetto della Superlega europea. Ad aprile 2021, i due presidenti hanno sostenuto una competizione separata che minacciava la supremazia della UEFA.
Nonostante il crollo iniziale del progetto, Pérez e Laporta hanno tenuto viva l’idea, grazie a una spinta condivisa contro le politiche della UEFA e la volontà di aumentare i ricavi delle grandi società, rendendo Barcellona e Real Madrid tra gli ultimi sostenitori dell’idea a livello europeo.
Questo legame apparentemente solido ha mostrato crepe quando eventi esterni hanno modificato il contesto del calcio europeo.
Il caso Nigeriera
Il caso Nigeriera è scoppiato all’inizio del 2023, con l’accusa a Barcellona di aver pagato l’ex vicepresidente della commissione arbitri, Josè María Nigeriera, per “consulenze arbitrali”.
Allora il Real Madrid ha reagito rigidamente, inserendosi come parte civile contro il club catalano, sorprendendo Laporta e mettendo in discussione la solidarietà tradizionale tra i due giganti.
Laporta ha reagito criticando aspramente Madrid, definendolo un “club del sistema” che ha goduto storicamente di favore arbitrale e di potere.
Dalla ribellione alla riconciliazione
Con l’aumento delle tensioni, Laporta ha rivisto i conti sulla validità di un’alleanza non dichiarata con Pérez contro la UEFA.
Si è trovato stretto tra la minaccia di pesanti sanzioni europee per il Barcellona e l’esitazione interna al club riguardo a una nuova avventura della Superlega. Ha capito di non poter combattere su due fronti: una battaglia legale e mediatica contro Madrid e una guerra fredda con la UEFA in Europa.
Così è emersa una strategia pragmatica di distensione e riconciliazione graduale con i rivali di ieri. Le sue dichiarazioni sull’emergere di una nuova apertura verso la UEFA hanno segnato una svolta fondamentale, puntando a una “costruzione di ponti” con l’UEFA e a una riduzione della frattura con Madrid.
La curiosa svolta ha portato a incontri informali e a contatti con figure che erano considerate nemiche solo pochi anni prima. Il culmine è stato un incontro a Roma con Nasser Al-Khelaïfi, presidente del PSG e figura chiave della UEFA, dove Laporta ha stretto mani ai principali volti dell’istituzione europea, segnando una distanza dal vecchio sodalizio con Pérez e l’ombra del progetto della Superlega.
Laporta ha descritto la sua vicinanza all’UEFA come necessaria per “costruire ponti” e ha riferito a Pérez che la sua posizione era cambiata. Questo è apparso come una dichiarazione pubblica di distacco dal progetto Superlega, lasciando Pérez isolato nella lotta.
La Roma non è stata solo una passerella: è nata una nuova dinamica tra Barcellona e l’Unione Europea, con progressi concreti come una possibile riduzione della multa di oltre 60 milioni di euro a 15 milioni grazie a una diplomazia guidata da Laporta.
Questo alleggerimento ha alimentato voci di una trattativa nascosta: una tregua da Barcellona in cambio di una certa flessibilità da parte della UEFA. Indipendentemente dall’esistenza di un accordo formale, è chiaro che Laporta desidera un futuro più stabile sotto l’egida UEFA che restare isolato accanto a Pérez.
In parallelo, la UEFA ha iniziato a considerare tempi e idee per una riforma della Champions League entro il 2027, con proposte di incrementare le big-match, un progetto che potrebbe avvicinarsi alle richieste di Pérez ma sotto l’ombrello europeo e non come iniziativa indipendente.
Con Barcellona che recupera terreno nel contesto europeo e Madrid sempre più isolato, Pérez appare ancorato al passato, mentre Laporta avanza con passi decisi verso la partecipazione alle decisioni della governance continentale.
Le ripercussioni della “tradimento”
Tutte queste dinamiche hanno trovato riscontro nell’imminente Clasico: a maggio 2025 si è giocato sullo stadio temporaneo di Montjuïc, con una relazione tra i due presidenti che appariva ai minimi storici.
Nonostante le smentite ufficiali di una rottura, la prudenza è diventata dominante. Le discussioni sull’idea della Superlega e i contraccolpi contro la Liga hanno continuato a pesare, ma la fiducia tra lealtà storiche è andata perduta.
Sul prato, non si è trattato solo di una battaglia sportiva, ma di una disputa gestionale e politica tra i due schieramenti.
I tifosi e i media hanno analizzato l’incontro con una lente diversa: cosa significa una vittoria di Barcellona in questa cornice? e come inciderà una vittoria del Real Madrid su questa guerra fredda extra-campo?
Alla fine, il Clasico potrebbe costituire un capitolo nuovo di una saga di alleanze e tradimenti tra Laporta e Pérez, una storia di amicizia e calcolo, tra politica e sport, dove le carte vengono giocate con tattica, non solo con gol.
Quando i punteggi si scrivono sui tabelloni, resta la sensazione che il reticolo di fratture tra i due colossi spagnoli sia profondo come non mai.
Caption sotto l’immagine: Pérez e Laporta di fronte a una nuova era del Clasico, tra alleanze e controparti.
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Punchline finale: Se la diplomazia fosse una partita, Laporta e Pérez avrebbero segnato l’asso… nel taschino, pronto all’imprevisto.
Punchline finale 2: Se il calcio fosse una spa, questi due sarebbero in sauna: nessuno esce pulito, ma tutti escono con nuove trattative in tasca.