Quando il calcio incontra la corte: la controversia legale tra Manchester United e un ex-giocatore per presunta negligenza medica
12 novembre 2025
Manchester United e l’ex giocatore in tribunale
Il Manchester United si è trovato di fronte a una richiesta di risarcimento da parte di uno dei suoi ex giocatori, in tribunale, per una presunta negligenza medica che avrebbe causato problemi di salute al calciatore.
Secondo Sky Sports, Axel Tuanzebe – difensore attualmente al Burnley – chiede al club inglese un risarcimento di un milione di sterline.
L’attuale 27enne sostiene di aver subito negligenza medica, affermando di aver seguito consigli che hanno danneggiato la sua carriera e limitato la sua pratica del calcio.
Durante il periodo a Manchester United, Tuanzebe ha subito diverse infortuni e ha presentato documenti che puntano il dito contro la società per negligenza medica.
Tuanzebe è entrato nell’Academy del Man United all’età di 8 anni, ed è arrivato in prima squadra all’inizio del 2017.
Uno degli infortuni più noti è quello che lo ha colpito nel dicembre 2019 contro Colchester United in Coppa della Lega, stagione terminata prematuramente.
Ora, per la prima volta, sono emersi i dettagli chiave su come è stata impostata la causa contro United.
La causa principale riguarda una frattura della tibia sinistra e una frattura da stress della parte bassa della colonna vertebrale, avvenuta a gennaio 2020.
Si sostiene che l’infortunio gli abbia causato dolore intenso fin da quel momento.
La querela afferma che il problema è diventato cronico entro luglio 2022, quando lo stesso infortunio ha colpito anche la parte destra della bassa schiena.
Sky ha riferito che i piani di trattamento avrebbero potuto evitare al querelante dolore e disagio, permettendogli di giocare a calcio professionistico ai massimi livelli senza restrizioni.
Nonostante la sua costanza a livello di élite, la situazione ha inciso sulla sua carriera e sui suoi guadagni.
Tuanzebe e il suo team legale sostengono che United non gli abbia dato tempo sufficiente per riposare dall’infortunio, né lo abbia indirizzato a un chirurgo specializzato della colonna vertebrale sportiva al momento della frattura iniziale.
La denuncia aggiunge che Tuanzebe ritiene che un migliore trattamento della colonna vertebrale avrebbe potuto evitare che i problemi peggiorassero sul lato sinistro o su quello destro se il club avesse gestito la situazione in modo diverso.
Al momento, United non ha rilasciato commenti, in attesa dello sviluppo della causa.
Chi è Tuanzebe?
Tuanzebe è nato nella Repubblica Democratica del Congo nel 1997, si è trasferito in Inghilterra da bambino, è cresciuto lì e si è unito da giovane all’Academy del Manchester United, attirando l’attenzione per la sua resistenza fisica e la sua capacità di posizionamento, diventando capitano delle squadre giovanili del club e riflettendo una leadership precoce sul campo.
È stato promosso alla prima squadra nel 2017 sotto la guida di José Mourinho, che lo elogiò definendolo difensore del futuro.
Il difensore ha giocato diverse partite nazionali ed europee, ma non è riuscito a diventare titolare stabile a causa di infortuni ricorrenti e della concorrenza nel ruolo di difensore centrale.
Tuttavia, ha offerto buone prestazioni in momenti chiave, tra cui la gara contro il Paris Saint-Germain in Champions League nel 2020, riuscendo a contenere la minaccia di Kylian Mbappé e guadagnandosi lodi diffuse.
Tuanzebe ha trascorso diversi periodi in prestito in cerca di minuti di gioco regolari, giocando per l’Aston Villa in più occasioni, contribuendo alla promozione in Premier League nella stagione 2018-2019, e ha avuto brevi esperienze con Napoli in Italia e Stoke City in Championship.
Nel 2023 si è trasferito all’Ipswich Town, per rinsaldare la sua carriera dopo anni di infortuni e instabilità, prima di approdare al Burnley quest’anno.
Incubo che perseguita i giocatori di calcio
Gli infortuni cronici rappresentano tra le sfide più gravi per i calciatori: non minano solo la partecipazione alle gare, ma possono cambiare radicalmente i percorsi professionali.
Con l’aumento del ritmo delle partite e l’intenso carico fisico, tali infortuni sono diventati più comuni tra le stelle di alto livello.
Un infortunio cronico è quello che ricorre nello stesso punto o persiste a lungo nonostante le cure, come gli infortuni al ginocchio o ai muscoli posteriori e alla caviglia.
Spesso derivano da sovraccarico, dal ritorno prematuro sul campo o da una riabilitazione insufficiente dopo la prima lesione; molti giocatori vivono anni tra periodi di gioco e pausa, in un vortice di dolore e ricadute.
Tra gli esempi più noti di questo tipo di sofferenze ci sono stelle come Marco Reus, Samuel Umtiti ed Eden Hazard, i cui livelli sono diminuiti notevolmente a causa di infortuni ricorrenti, insieme a nomi di calibro come Gareth Bale e Neymar che hanno trascorso lunghi periodi lontano dai campi.
L’impatto non è solo fisico, ma anche psicologico: il giocatore perde fiducia nel proprio corpo e nelle sue capacità, vivendo costantemente nel timore di una ricaduta.
Questo si riflette sulle decisioni dei club riguardo rinnovi contrattuali e trasferimenti, facendo perdere rapidamente valore alle promesse.
D’altra parte, i grandi club oggi investono molto nei reparti medici e di riabilitazione per ridurre i rischi legati agli infortuni cronici, usando tecniche di analisi del movimento e dati biologici.
Ma nonostante i progressi, gli infortuni cronici restano il volto più duro del calcio, un promemoria che la gloria ha un prezzo alto.
Punchline 1: Se la tua carriera fosse un videogioco, l’aggiornamento si chiamerebbe Patch contro il dolore cronico.
Punchline 2: Se gli infortuni cronici non spariscono, almeno l’avvocato avrà un intrigante pacchetto di diritto sportivo per la tua prossima stagione.