Quando l'identità fa gol: la Coppa Araba 2025 tra inni, tifoserie e Qatar
23 novembre 2025
Contesto storico e identità nel calcio arabo
Con l'avvicinarsi dell'inizio della Coppa Araba 2025, si accende una rivalità speciale tra le nazionali partecipanti, intensa quanto quella che si vedrà sul rettangolo verde.
Il Qatar ospita la manifestazione dal 1 al 18 dicembre 2025, in una versione definita eccezionale, con l'Arabia Saudita che partecipa con la sua prima squadra guidata dall'allenatore francese Hervé Renard.
Non è solo una sfida tattica o tecnica: il torneo sarà fortemente plasmato dal sostegno del pubblico sugli spalti, dall'identità e dall'appartenenza dei paesi coinvolti.
Con l'evoluzione dei media e dei social, gli inni e i cori diventano simboli distintivi delle diverse nazioni.
Nel corso degli anni, i tifosi hanno integrato canti tradizionali, strumenti musicali e costumi, trasformando gli stadi in un palcoscenico della cultura locale.
Storia degli inni e delle tifoserie
Tra cori popolari e inni dedicati, la cultura canora delle tifoserie arabe si è sviluppata dall'Atlantico all'Oceano Indiano, portando ritmo, colore e identità nelle curve.
Le regioni del Golfo hanno preferito ritmi controllati e influenze tradizionali, mentre l'Egitto attinge a melodie popolari e mawlid; i paesi del Maghreb puntano su tamburi e ritmi caratteristici.
Negli ultimi anni, gli inni hanno assunto un carattere nazionale, diventando simboli di identità e appartenenza, mentre i mezzi di comunicazione amplificano la loro presenza, rendendoli parte integrante dell'atmosfera della Coppa Araba, con canzoni che incarnano l'identità di ciascuna regione.
Quadri artistici
Il tifo nel calcio non si limita a canzoni e cori: i sostenitori realizzano quadri scenici, chiamati 'tifos' o manifestazioni visive, che con luci e grafica arricchiscono le gradinate.
Le esibizioni artistiche si sono evolute dall'uso di cartelloni semplici a strutture complesse, con luci, colori e messaggi sportivi o politici, trasformando le curve in musei temporanei della cultura sportiva.
Eredità della Coppa del Mondo in Qatar
Non c'è dubbio che la Coppa del Mondo FIFA 2022, ospitata dal Qatar, abbia aperto al mondo una finestra sulla cultura araba e islamica, contribuendo anche all'uso ufficiale della lingua araba nel calcio globale.
Gli inni creati per quel Mondiale hanno rappresentato una tradizione musicale locale che potrebbe ritornare in questa Coppa Araba, offrendo un'atmosfera che fonde musica, cori e tifoserie in un festival calcistico.
Le aspettative sono alte: le partite dovrebbero fondere spettacolo sportivo e colori, cori e tifoserie in un vero e proprio carnevale sportivo.
La lista della nazionale saudita convocata per la Coppa Araba include 23 giocatori, tra portieri, difensori, centrocampisti e attaccanti, pronti a difendere i colori verde e bianco di una squadra che punta all'identità collettiva.
La lista prevede: portieri Nawaf Al-Aqidi, Ragid Najar e Abdulrahman Al-Sanabi; difensori Abdulilah Al-Omari, Walid Al-Ahmad, Nawaf Boshl, Mohammed Suleiman, Jihad Zikri, Hassan Al-Tambakti, Ali Majrshi; centrocampisti Murad Al-Hosawi, Mohammed Abu Al-Shamata, Musab Al-Juwair, Mohammed Keno, Abdullah Al-Khibray, Ayman Yahya, Nasser Al-Dosari; attaccanti Salem Al-Dosari, Abdulrahman Al-Aboud, Abdullah Al-Hamdan, Saleh Al-Shehri, Faris Al-Buraikan, Saleh Abu Al-Shaamat.
Punchline 1: Se l'identità è una canzone, allora i cori sono l'eco che non vuoi spegnere.
Punchline 2: Se l'arbitro fischia troppo, è perché sta cercando di mettere ordine alla playlist delle tifoserie.