Contesto e posizioni di Eid
Ahmed Eid, ex presidente dell'Unione Saudita di calcio, critica la mancanza di competitività della Saudi Pro League, attribuendola al divario tra le finanze dei club e all'assenza di una identità chiara del campionato.
Secondo le sue dichiarazioni televisive, la competizione non è rappresentativa e manca una direzione su futuro e redditività della lega.
Osserva che anche se alcuni club hanno ottenuto successi, ciò non si riflette automaticamente nella nazionale; evidenzia la necessità di una maggiore presenza di allenatori sauditi, arbitri e staff medico di livello.
Aumento degli stranieri, identità e sviluppo
Discutendo l’espansione a 18 squadre, Eid ritiene che la lega meriti crescere per riflettere la domanda di pratica calcistica e lo sviluppo del calcio nel regno; la maggior parte degli stadi è adatta, sebbene alcuni necessitino di miglioramenti.
Riguardo all’aumento dei giocatori stranieri a otto, ritiene che ciò possa avere un effetto negativo sullo sviluppo dei giocatori locali e, di conseguenza, sulla nazionale.
Proposte per il futuro e visione sportiva
Propone lo sviluppo delle accademie e la formazione di giocatori locali fin dalla giovane età, con l’obiettivo di farli competere con gli stranieri o, quando necessario, favorire esperienze di professionismo all’estero.
Sul tema della competitività, Eid segnala uno squilibrio tra club sostenuti da fondi pubblici o investimenti privati e altri che dipendono da sponsor o dalla gestione sportiva governativa; propone una distribuzione dei ricavi simile a quella del campionato inglese, affinché tutte le squadre abbiano risorse adeguate.
In chiusura, Eid ricorda la sua esperienza: presidente della federazione dal 2012 al 2016, guida di club come l'Al Ahli e ruolo di leadership nazionale; nel 2019 è stato membro del consiglio della FIFA.
Per il futuro, invita a una leadership sportiva locale più presente e a una cultura di riconoscimento per i grandi campioni del passato, per mantenere vivo l’interesse dei tifosi e della società.
Due battute finali: Punchline 1: Se la competizione è troppo squilibrata, cambia sponsor: l’unico trofeo che non si compra è la coerenza, eppure le tasche hanno già fatto la prima mossa. Punchline 2: In Arabia Saudita la palla corre, ma a volte è la burocrazia a toccare lo zero a zero; almeno qui c’è sempre qualcosa da ridere mentre la partita va avanti.