Aballou: Un sito fatto da fan, per i fan

Quando Sacchi incontra Fabregas: l’eredità di Barcellona e Arsenal che rivitalizza il calcio italiano

1 novembre 2025

Quando Sacchi incontra Fabregas: l’eredità di Barcellona e Arsenal che rivitalizza il calcio italiano
Arrigo Sacchi, visionario del calcio, ispira il Como con la sua filosofia offensiva.

Impressioni di Sacchi su Fabregas al Como

Il leggendario allenatore italiano Arrigo Sacchi ha elogiato la filosofia calcistica proposta dal fuoriclasse spagnolo Cesc Fabregas al Como in Serie A, sottolineando che l'ex fantasista di Barcellona e Arsenal applica idee offensive raffinate ispirate alle migliori università del calcio in Europa, come ha dichiarato lui.

Secondo La Gazzetta dello Sport, Sacchi in una lunga intervista ha parlato della sfida tra Napoli e Como, nel campionato italiano, prevedendo una partita aperta e ricca di emozioni allo stadio Diego Armando Maradona.

«Non conosco Fabregas di persona, ma osservo con grande ammirazione il modo di giocare del Como. È uscito da due grandi scuole e si è formato nelle migliori università del calcio in Europa: Arsenal e Barcellona. Ha acquisito una comprensione profonda della bellezza del gioco. Quando i tuoi maestri sono Wenger e Guardiola, è difficile deviare dal percorso giusto».

Sacchi aggiunge: «Guardate i movimenti dei ragazzi del Como: sanno sempre cosa fare, quali spazi occupare e come muoversi sotto la pressione. Avreste mai pensato che siano una squadra di provincia? E chi è il principale artefice di questa crescita se non l’allenatore?»

«Stile offensivo audace e organizzazione collettiva» è la sintesi che usa per descrivere la visione di Fabregas nel tandem con i giocatori di Como. Sacchi ritiene che Fabregas miri a mettere in difficoltà Napoli con un pressing molto alto, evitando che la squadra avversaria costruisca dal basso, affidandosi a una linea difensiva avanzata e a una gestione attenta degli spazi.

Riferendosi ai singoli, Sacchi cita McTominay come esempio di efficacia nel pressing e ricorda la velocità di Rasmus Höjlund, convinto che la partita possa offrire molte occasioni da entrambe le parti in uno scontro palco aperto e ricco di opportunità.

«Fabregas non crede nell’idea di parcheggiare l’autobus», prosegue Sacchi. «Non è una squadra che si accontenta di proteggere la difesa: i centrocampisti di Como, tra cui Nico Baz, privilegiano passaggi corti, una costruzione ordinata e veloci avanzate, cercando i passaggi filtranti. Napoli dovrà stare molto attenta a non concedere spazi dietro le linee».

Como sta vivendo uno dei suoi momenti migliori dalla promozione in Serie A, con 16 punti in 9 partite, vicina a una zona che porta in Europa; Napoli guida la classifica in coabitazione con Roma, a 21 punti, cinque lunghezze avanti su Como. Napoli ha vinto e perso in diverse occasioni nelle ultime uscite, mentre Como resta imbattuta da diverse partite, a dimostrare l’equilibrio tecnico guidato da Fabregas.

Dal punto di vista biografico, Sacchi è una figura che incarna la trasformazione del calcio italiano. Nato il 10 aprile 1946 a Fusignano, non fu un calciatore professionista bensì si dedicò al lavoro nelle scarpe prima di intraprendere la carriera di allenatore, partendo dalle squadre dilettanti. La sua ascesa fu rapida: Parma fu la prima grande tappa, dove introdusse una versione offensiva moderna che sfidò la tradizione del calcio italiano, conquistando la Coppa Italia contro il Milan nel 1987, in un segnale che attirò l’attenzione di Silvio Berlusconi.

All’inizio degli anni ’80 il Milan, guidato da Sacchi, divenne una macchina da conquista: scudetto nel 1988, poi due Coppe dei Campioni consecutive nel 1989 e nel 1990, in una rivoluzione tattica che trasformò la squadra in un modello di pressing alto, difesa avanzata e gioco collettivo. Il tecnico italiano rimase noto per la sua massima “la squadra è una sola unità”: una filosofia che ha ispirato l’era moderna del calcio, influenzando menti brillanti come Guardiola, Klopp e Ancelotti. L’eredità di Sacchi è una traccia ancora visibile in ogni allenatore che crede nel potere del collettivo sopra l’istinto individuale.

La sua parabola dimostra che la passione e la mente possono superare anche i limiti di un passato diverso: Sacchi ha dimostrato che è possibile cambiare il modo di giocare dell’Italia, modellando una filosofia che continua a ispirare le nuove generazioni di allenatori in tutto il mondo.

Eredità permanente e influenza

Oggi Sacchi è ricordato come uno dei protagonisti della rivoluzione tattica che ha ridefinito il calcio moderno, lasciando un’eredità che va oltre i trofei: un metodo di lavoro, una ricerca di organizzazione e una fiducia nel potere del collettivo che ha trasformato le potenzialità italiane in una lingua universale del gioco.

Autore

Avatar

Sofia Soso

Sono Sofia Soso, giornalista sportiva italiana nata nel 1996. Appassionata di immersioni subacquee, pittura su seta e canto lirico, condivido con entusiasmo la mia visione sensibile dello sport.

Domande frequenti

Qual è la tesi principale di Sacchi su Fabregas nel Como?

Sacchi vede Fabregas come portatore di una filosofia offensiva raffinata, formata nelle scuole di Arsenal e Barcellona, capace di guidare Como a un calcio di alto livello.

Qual è stata la carriera di Sacchi prima di Milan?

Sacchi ha iniziato nel mondo del lavoro nelle scarpe, ha allenato squadre dilettantistiche e successivamente Parma, dove ha introdotto un calcio moderno e offensivo.

Qual è l’eredità di Sacchi nel calcio odierno?

Sacchi ha ispirato allenatori come Guardiola, Klopp e Ancelotti, dimostrando che il calcio è una questione di collettivo, organizzazione e pressing alto, non solo di talenti individuali.