Rugani ko ma la Juve sogna: assenza stimata per sei partite e una stagione tra luci e ombre
19 novembre 2025
Aggiornamento sull'infortunio di Rugani
La Juventus ha ufficializzato oggi l'infortunio del difensor Daniele Rugani, rimediato durante l’allenamento di ieri. Le prime valutazioni indicano un problema muscolare che ha richiesto esami radiografici questa mattina al centro J Medical.
Gli esami hanno evidenziato una lieve lesione al muscolo della pianta del piede destro, una situazione che potrebbe tenere Rugani ai box per diverse settimane ma non è considerata una lesione gravissima.
Secondo Football Italia, anche se l’infortunio non è tra i più gravi, il recupero richiede tipicamente almeno tre settimane, parametro che tiene in considerazione l’iter di riabilitazione e la risposta dell’atleta.
Il club si sta già preparando non solo per lo stop di Rugani ma anche per eventuali tempi più lunghi a seconda di come risponderà la muscolatura.
La Juve tra alti e bassi in stagione
Fino a ora la Juve ha affrontato una stagione segnata da alti e bassi. L’inizio ha visto tre vittorie consecutive contro Parma (2-0), Genoa (1-0) e una sfida emozionante contro l’Inter (4-3) nel Derby d’Italia.
Di lì in poi l’andamento si è fatto altalenante: tre pareggi di fila contro Verona, Atalanta e Milan, seguiti da due sconfitte heavies contro Como e Lazio.
Dopo l’esonero di Tudor a marzo 2025, la squadra ha ritrovato una parte di equilibrio con Spalletti, che ha guidato due successi consecutivi contro Udinese (3-1) e Cremonese (2-1) prima di fermarsi contro Torino in una prova di flessione.
Nella Champions League, la situazione si è complicata: quattro gare senza vittoria, tre pareggi contro Dortmund (4-4), Villarreal (2-2) e Sporting CP (1-1) e una sconfitta contro Real Madrid, lasciando la Juventus in una posizione non facile nel gruppo.
In campionato, finora 11 partite giocate, 5 vittorie, 4 pareggi e 2 sconfitte. 14 gol segnati e 10 subiti, con la Juve al sesto posto a 19 punti, a 5 lunghezze dalle capoliste Inter e Roma.
In Europa la situazione è meno rosea: la squadra occupa la 26esima posizione generale, lontana dalle qualificazioni agli ottavi.
Con la guida tecnica affidata a Spalletti, la dirigenza spera che le prossime settimane portino una scossa, anche grazie a possibili scenari di mercato e a contatti con Wolverhampton per una figura tecnica in grado di rilanciare sia il presente sia le prospettive future.
Tiago Motta e Igor Tudor: una stagione non lineare
Tiago Motta... inizio promettente, finale amaro
Tiago Motta aveva preso le redini della Juventus nel 2024, proveniente da un’esperienza positiva a Bologna dove aveva rilanciato una proposta di gioco offensiva. Tuttavia l’avventura torinese non è andata come previsto, tra alti e bassi e una gestione che ha mostrato difficoltà a stabilizzarsi.
Tra alti e bassi, la squadra ha chiuso con una serie di risultati altalenanti, spingendo l’amministrazione a decidere, a marzo 2025, di interrompere l’accordo con l’allenatore.
In 42 incontri tra tutte le competizioni Motta ha raccolto 18 vittorie, 16 pareggi e 8 sconfitte, con 65 gol segnati e 46 subiti. Non è riuscito a imporre pienamente la sua idea di gioco e le uscite europee non hanno dato i frutti sperati: eliminazione agli ottavi di Champions League per mano di un Eindhoven sorprendente e uscita ai quarti di Coppa Italia contro l’Empoli.
Igor Tudor... una parentesi breve e deludente
Succedendo a Motta, Tudor ha guidato i bianconeri per circa 24 partite, ottenendo 10 vittorie, 8 pareggi e 6 ko. L’offensiva non è riuscita a decollare costantemente e la dirigenza ha deciso di chiudere questa fase, aprendo la porta a una nuova fase di riorganizzazione.
La Juventus resta ora in una fase di transizione, con l’obiettivo di ritrovare solidità e risultati concreti nel prossimo ciclo, in attesa di una guida che possa dare mordente anche in contesti internazionali.
— Punchline: se la Juve continua a cambiare allenatore come cambia la sciarpa, finirà per perdere anche il gusto dell’odore del successo. — Punchline 2: se l’infortunio di Rugani è una prova, la Juve ha qualcuno che la porta a casa: una panchina piena di piani ma a volte senza una vera firma sul tabellone.