Slot risponde: Salah non è stato isolato, è una questione di gestione del tutto tecnica
10 dicembre 2025
Contesto e dichiarazioni
Il tecnico olandese Arne Slot ha voluto chiarire la sua posizione sulla crisi che sta coinvolgendo Mohamed Salah, stella dei Reds, negando di aver deciso di allontanarlo dal terreno di gioco a seguito delle recenti dichiarazioni dell’egiziano.
Secondo quanto riportato dall’account di Fabrizio Romano su X, Slot ha sottolineato che tutti commettono errori nella vita e che la discussione deve partire dal confronto tra giocatore e allenatore, senza etichette drastiche.
Svolta tattica e futuro
Ha aggiunto che la questione chiave è se sia lui a dover fare la prima mossa o se debba essere Salah a prendere l’iniziativa, sottolineando che la responsabilità è una questione condivisa e non un monolite punitivo.
Ha affermato di non aver mai dichiarato di non parlare più con Salah, rinnovando la posizione che la comunicazione resta aperta e che non c’è rottura definitiva tra loro.
La decisione di escludere Salah dalla lista per la sfida di Champions League contro l’Inter è stata presentata come una scelta tattica legata alla gestione della rosa e non come una punizione personale nei confronti del giocatore.
Nelle ultime tre gare di Premier League Slot ha mandato Salah in panchina: non ha giocato contro West Ham e Leeds, rimanendo in panchina per lunghi tratti, mentre contro Sunderland è entrato nel secondo tempo come subentrato.
Si prevede che Salah raggiunga subito la nazionale egiziana dopo la sfida contro Brighton, per partecipare alla Coppa delle Nazionali Africane in programma questo mese in Marocco.
La vicenda ha suscitato una notevole attenzione globale: Salah è al centro della discussione dopo il pareggio contro Leeds, quando è rimasto in panchina per tutta la partita, accompagnato da dichiarazioni forti sul ruolo nel club e sul suo futuro.
L’ex attaccante della Roma ha ricordato di aver dato molto a questa squadra negli anni, soprattutto nell’ultima stagione, e di non capire perché si trovi di nuovo in panchina senza una spiegazione chiara.
Ha aggiunto di non sentirsi abbandonato, ma ha suggerito che qualcuno possa voler attribuirgli la responsabilità di tutto, citando promesse estive non pienamente mantenute.
Ha chiuso ribadendo che il rapporto con l’allenatore era stato buono, ma che qualcosa è cambiato improvvisamente e che potrebbe esserci chi non desidera che Salah resti a Liverpool.
In chiusura, due battute leggere sul presente della situazione: la panchina, per Salah, potrebbe diventare una palestra di pazienza; e se la direzione cerca scuse, ricordate che nel calcio, come nella vita, la palestra delle ore extra è spesso quella che paga nel lungo periodo.