Spagna alza la voce: la finale del Mondiale 2030 è un diritto acquisito
28 marzo 2026
Contesto e posizione della Spagna
È ancora avvolto dal mistero il destino della Finalissima tra i campioni d'Europa e di Sud America, dopo che il presidente della CONMEBOL, Alejandro Domínguez, ha annunciato la proclamazione dell'Argentina a campione della manifestazione per la non presenza della nazionale spagnola.
La partita, originariamente prevista a Doha venerdì scorso, è stata annullata a causa delle controversie sulla sede, scatenando una crisi tra le federazioni europea e sudamericana.
La reazione di Lozán
Il presidente della Real Federación Española de Fútbol, Rafael Lozán, è intervenuto dopo la vittoria della nazionale contro la Serbia, criticando le dichiarazioni di Domínguez.
La sua analisi, senza voler cadere in eccessi retorici, è stata chiara: la Spagna ha fatto tutto il possibile per farla giocare, non sono state poste condizioni. Eravamo pronti a giocare ovunque, ma sembra che l'altra parte non fosse altrettanto entusiasta.
Lozán ha aggiunto che la squadra spagnola resta aperta a disputare l'incontro in un momento successivo: penso che la giocheremo a un certo punto, e se non dovesse accadere, ci incontreremo al Mondiale.
Verso il Mondiale 2030
In un altro intervento, Lozán ha parlato della candidatura per l'organizzazione del Mondiale 2030, che Spagna, Portogallo e Marocco condividono, affermando che la nazione merita di ospitare la partita finale. Non sarebbe sensato che la Spagna non ospiti la finale: lavoriamo sodo, abbiamo chiesto alla FIFA di includere Vigo e Valencia tra le città ospitanti. Rispettiamo tutti i paesi partecipanti, ma è naturale che la partita più importante si giochi qui.
Apprezzamento sull'andamento contro la Serbia
Conclude lodando il livello offerto dalla Spagna guidata da Luis de la Fuente: c'è un armonia incredibile tra i giocatori, la sfida contro la Serbia è stata speciale. Il presidente della federazione serba mi ha detto che la Spagna è la migliore d'Europa e forse la futura campionessa del mondo, ma continueremo a lavorare passo dopo passo.
Nota di chiusura
Nella cornice di una discussione così tecnica, resta una cosa chiara: lo sport resta un linguaggio universale, capace di unire anche quando le sedi vacillano.
Punchline: se la diplomazia fosse una corsa, saremmo già in overtime, caffeina a piene mani e fischi a zero.
Punchline 2: quando le federazioni litigano per lo stadio, i tifosi sanno soltanto che la Finalissima, prima o poi, arriva... sempre con una battuta pronta e una pizza in mano.