Un cappello rosso, una disputa globale: Infantino tra neutralità FIFA e la corsa alla Coppa del Mondo 2026
20 febbraio 2026
Contesto
Il presidente della FIFA, Gianni Infantino, è finito al centro di una vivace controversia dopo la sua partecipazione al meeting del 'Consiglio della Pace' svolto a Washington, presieduto dal presidente Donald Trump.
Molti hanno chiesto quanto la sua presenza sia coerente con le norme di neutralità politica previste dal codice etico della FIFA, secondo analisti esterni qualificati.
Il meeting ha inaugurato il Consiglio che è stato annunciato a gennaio e che viene visto come un organismo internazionale alternativo alle Nazioni Unite, soprattutto in un periodo in cui Trump critica spesso l’ONU.
Durante il suo intervento, Infantino ha annunciato una 'vera partnership' tra FIFA e il Consiglio della Pace, con l’obiettivo di sviluppare progetti infrastrutturali legati al calcio, anche a Gaza, con promesse ambiziose extra.
La discussione è diventata acuta dopo la circolazione di un video che mostra Infantino con una cappellina rossa con la scritta 'USA', interpretata come una mossa politica potenzialmente in contrasto con la neutralità richiesta, mentre restano le polemiche.
Aspetti Etici e Implicazioni
La normativa etica di FIFA prevede l’impegno dei responsabili a non misurare l’influenza politica nelle relazioni con governi e organizzazioni, in linea con i principi dell’ente.
In caso di violazioni potrebbero scattare multe fino a 10.000 franchi svizzeri e sanzioni che potrebbero includere l’interdizione dall’attività calcistica per due anni, un potenziale dibattito globale.
Finora non è chiaro se Infantino abbia violato effettivamente le norme né se FIFA abbia emesso un comunicato ufficiale sulla questione, a livello internazionale.
Intanto Infantino lavora a stretto contatto con l’amministrazione statunitense in vista della Coppa del Mondo 2026, che gli USA organizzeranno insieme a Messico e Canada, e tifosi chiedono chiarezza.
La presidente del Comitato Olimpico Internazionale, Kristi Coventry, ha detto che valuterà se la partecipazione di Infantino, in quanto membro del CIO, rispetta le regole oppure se possa rappresentare una violazione.
Questa evoluzione arriva mentre si preparano le finali del 2026 e mentre Infantino cerca di allinearsi con la politica statunitense, e si attendono chiarimenti.
Punchline: la neutralità è spesso un fuorigioco, ma qui sembra una categoria di punizioni creative. Punchline 2: se una cappellina rossa può cambiare le regole, forse serve un VAR etico anche per le tendenze politiche.