Un mese dalla finale AFCON: la stella del Senegal rompe il silenzio e chiede risposte alle autorità marocchine
17 febbraio 2026
Contesto e richiesta di liberazione
Arresto di 18 tifosi senegalesi in Marocco provoca la rabbia di un giocatore del Tottenham. Dopo un mese dalla finale della Coppa delle Nazioni Africane, il paese resta preoccupato per i connazionali trattenuti per presunti disordini.
Papi Matar Sarr, centrocampista senegalese di 23 anni che milita al Tottenham, ha chiesto ufficialmente la liberazione di 18 tifosi senegalesi ancora trattenuti in Marocco sin dalla finale di CAF, disputata il 18 gennaio.
Il Senegal resta in attesa di chiarimenti su una vicenda che ha acceso le discussioni tra tifosi e istituzioni, con il paese che esprime sostegno a chi è stato detenuto senza chiare motivazioni.
“30 giorni in custodia per tifosi che non hanno commesso nulla se non esprimere il loro supporto al team è un ingiustizia,” ha scritto Sarr sui social, chiedendo solidarietà e liberazione immediata per i suoi concittadini.
La finale AFCON: cosa è successo
La finale del 18 gennaio sembrava orientata verso i tempi supplementari, ma pochi minuti prima della fine l’arbitro ha annullato un gol dei Leoni della Teranga per un presunto fallo, poi ha assegnato un rigore al Marocco dopo una verifica al VAR.
Questa decisione ha suscitato reazioni veementi da parte dei giocatori e dello staff senegalesi guidati da Aliou Cissé, con alcuni tifosi senegalesi che hanno provocato scontri nelle tribune e subito una lunga interruzione.
Alla ripresa, Sadio Mané ha chiesto ai compagni di tornare in campo per proseguire la partita, che è poi passata ai tempi supplementari. Díaz, che ha tentato la battuta dal dischetto, ha calciato al centro e senza però impensierire il portiere senegalese Édouard Mendy, che ha respinto.
La partita è terminata in parità al tempo regolamentare e i rigori hanno sovvertito l’inerzia: nel recupero del secondo tempo, Papi Gaye ha firmato il gol decisivo che ha consegnato la Coppa al Senegal.
La situazione ha aperto una riflessione sulla gestione degli eventi di tifo all’estero e sulla necessità di procedure più chiare per la libertà dei sostenitori stranieri che seguono le loro squadre in grandi eventi.
Note leggere di chiusura: tra un rigore mal calciato e un contropiede sprint, a volte il vero campione è il senso dell’umorismo. Se la prossima finale va in contropiede, speriamo che almeno il VAR faccia una migliore gestione delle luci e dei popcorn nelle tribune.