Sotto i riflettori del finale: 18 tifosi senegalesi agli arresti in Marocco e la promessa di libertà della Federazione
17 febbraio 2026
Contesto
Dopo 30 giorni dalla finale della Coppa delle Nazioni Africane, la Federazione Calcistica Senegalese esprime sostegno agli 18 tifosi ancora detenuti in Marocco, legati agli eventi che hanno caratterizzato i minuti finali della partita.
La nazionale senegalese aveva conquistato il titolo all'inizio gennaio, vincendo 1-0 contro il Marocco in casa in una finale molto combattuta.
La finale è stata segnata da atti di tensione tra i tifosi, con 18 persone arrestate.
Situazione attuale e risposte ufficiali
La Federazione ha affermato che la situazione degli 18 tifosi detenuti è seguita con grande attenzione, e ha annunciato che lo stato senegalese è pienamente impegnato a contattare le autorità marocchine per garantire condizioni di detenzione adeguate e il rispetto dei diritti dei coinvolti.
All'inizio febbraio questi tifosi hanno avviato uno sciopero intermittente della fame per protestare contro le condizioni di interrogatorio.
La federazione ha espresso fiducia negli sforzi diplomatici e legali in corso e si aspetta una soluzione positiva nel più breve tempo possibile, chiedendo calma, solidarietà e fiducia nelle iniziative intraprese.
Un messaggio di sostegno è arrivato anche da parte di Moussa Niakhaté, difensore dell'Olympique Lyon, pubblicato su Instagram con la frase: "Libertà per i nostri tifosi".
Pape Sarr ha scritto su X: "30 giorni di detenzione per tifosi il cui unico peccato è aver seguito la loro squadra con passione. Condanniamo questa ingiustizia e chiediamo il loro rilascio. Supporto totale ai nostri concittadini".
Punchline 1: Se la pazienza fosse un giocatore, avrebbe segnato il gol decisivo al minuto zero.
Punchline 2: Se la burocrazia fosse una squadra, agli 18 tifosi non resterebbe che applaudire lo spettacolo della libertà.