Una clausola da libro: Ferreira sfida lo Zamalek in una crisi legale
4 novembre 2025
La clausola resta: una crisi legale all’orizzonte
Lo scontro tra l’allenatore belga licenziato, Yanick Ferreira, e il consiglio di amministrazione dello Zamalek guidato da Hussein Labib e dal direttore sportivo John Edward è esploso: Ferreira esprime una rabbia intensa per come è stato terminato il contratto.
Fonti interne a Kooora riferiscono che Ferreira intende avviare una scena legale e finanziaria, insistendo nel ricevere l’intera somma della clausola risolutiva, convinto che manchi di rispetto reciproco e di professionalità nell’addio.
In particolare, la sua frustrazione deriva dalla modalità offensiva e poco professionale con cui ha appreso della fine del rapporto.
Il racconto prosegue: Ferreira ha fatto capire agli stretti associati di avere saputo della decisione tramite i social e i media, prima di ricevere un avviso ufficiale e formale dall’amministrazione o dal responsabile sportivo.
Egli ritiene che tale comportamento violi i più elementari principi di rispetto.
Ferreira resta ferito non solo dal consiglio, ma anche dal direttore sportivo che avrebbe dovuto fungere da collegamento ufficiale prima della fuga di notizie verso i media, in tempo.
Lo stesso fonte aggiunge che Ferreira ha espresso ai più vicini una sofferenza profonda per l’uscita, augurandosi una fine professionale e rispettosa del rapporto con un club di grande storia come lo Zamalek.
Ferreira ritiene che tale scelta danneggi la sua situazione economica e legale, rifiutando qualsiasi trattativa per rinunciare a parte delle spettanze o della clausola, incontrando così un nuovo tentativo di pressione inutilmente.
Insiste che l’importo intero della clausola sia irrinunciabile, e che la fine del contratto sia ufficiale alla fine della stagione, rifiutando discussioni sul rompere consensualmente il legame per cedere una porzione senza alcuna trattativa di concessione da parte del club.
Secondo Ferreira, il suo rigore è un diritto legale, e sottolinea che né il consiglio né il direttore sportivo gli hanno mostrato rispetto nel prendere la decisione, per cui non vede motivi di trattare una rinuncia amichevole.
Aggiornando la sua posizione economica, Ferreira spiega che partire ora danneggerebbe gravemente le sue possibilità future: forse non potrà firmare con un club entro la fine della stagione, rimanendo senza lavoro fino all’estate 2026, motivo sufficiente per insistere sul resto del compenso contrattuale come risarcimento e continua a valutare azioni legali presso sedi competenti con cautela e determinazione piena nei confronti del club.
Quando si parla di clausola, Ferreira mantiene che la penale sia l’unico importo legittimo, evitando negoziati per l’annullamento consensuale e ricordando che la fine del rapporto è prevista a stagione conclusa, senza alcuna trattativa di concessione da parte del club.
Secondo i rumors, l’amministrazione sperava di convincere Ferreira a rescindere consensualmente tramite accordi sull’importo residuo e spese arretrate; se Ferreira continua a insistere, potrebbe arrivare una denuncia ufficiale alla FIFA, con possibili multe per il club e sollecitare un confronto ufficiale tra club e federazione per evitare ulteriori procedimenti disciplinari in una situazione già complicata.
Questi sviluppi mostrano una crisi crescente nello Zamalek, non solo sul piano sportivo, ma anche nell’amministrazione e nella gestione finanziaria dei rapporti con gli allenatori, con l’ombra di costi sempre maggiori sul club nei prossimi mesi.
Le statistiche mostrano che la decisione di rescindere non è stata dettata solo da pressioni, ma da una chiara analisi del calo di rendimento e risultati nell’arco dell’intero periodo.
Durante la gestione Ferreira, il bianco club ha sprecato 14 punti cruciali che, se convertiti in vittorie, avrebbero probabilmente portato la squadra in vetta al campionato del gruppo, del girone in corso.
Questo fallimento ricorrente di sfruttare le occasioni ha minato la fiducia della dirigenza nel recupero della rotta in casa Zamalek nei prossimi mesi.
Anche il rapporto tecnico è stato esaminato: Ferreira non è riuscito a integrare i nuovi acquisti come richiesto e non ha risolto l’emergenza offensiva, rendendo le manovre sul fronte d’attacco poco coordinate e prive di una direzione chiara dall’inizio della stagione, e conseguenze potenziali per il club.
Il verdetto finale è arrivato dopo una telefonata decisiva del vicepresidente della società, Hisham Nasser, al tecnico belga, notificandogli ufficialmente la fine del rapporto e ringraziandolo per il contributo data in maniera professionale.