Xavi Hernández tra Europa e Arabia: perché rifiuta l’offerta dell’Al-Ittihad
5 ottobre 2025
Situazione attuale a Jeddah
Il dibattito sul futuro della direzione tecnica dell’Al-Ittihad è tornato al centro dell’attenzione, dopo l’esonero di Laurent Blanc in seguito alla sconfitta contro l’Al-Nasr nella quarta giornata della Saudi Pro League.
La dirigenza ha annunciato ufficialmente l’esonero dello staff tecnico e ha affidato Hassan Khalifa ad interim, coadiuvato da Iván Carasco, tecnico della squadra Under 21, in attesa di individuare un nuovo responsabile. L’obiettivo è allineare la squadra alle ambizioni del club e ai progetti della tifoseria.
Nel frattempo, tra i nomi sul tavolo, emergono Xavi Hernández e Luciano Spalletti come principali candidati per guidare la squadra, grazie alla loro leadership e capacità di gestire talenti e pressioni mediatiche.
Convinzioni e negoziazioni
Secondo Marca, la dirigenza saudita avrebbe già contattato Xavi, ma l’allenatore spagnolo ha dichiarato di valutare tutte le proposte e di non decidere finché non troverà un progetto che sia in linea con le sue idee e i suoi obiettivi futuri, preferendo restare lontano dai riflettori finché non avrà un ambiente favorevole.
Nonostante la convinzione dell’istituzione che la filosofia di Xavi – dominio del possesso e attacco organizzato – possa sposarsi bene con stelle come Benzema, Kanté e Fabinho, l’allenatore ha preferito non intraprendere ora la sfida saudita, dopo aver rifiutato diverse offerte simili lo scorso mercato estivo.
Il sogno inglese
Fonti inglesi, tra cui CaughtOffside, indicano che Xavi sia tra i candidati anche per guidare Manchester United in caso di esonero dell’attuale staff tecnico, rendendo la Premier League la cornice ideale per la sua possibile evoluzione.
Xavi ha chiesto ai suoi rappresentanti di rifiutare contatti dall’Arabia Saudita per ora, attendendo un’opportunità in Premier League che considererebbe la destinazione ideale per la sua carriera.
Tra successi e delusioni
Alla soglia dei 45 anni, Xavi è in una fase di riflessione dopo una parentesi al Barcellona piena di alti e bassi. Ha guidato il Barça in 143 partite, vincendone 91, pareggiandone 23 e perdendone 29, conquistando due trofei: la Liga e la Supercoppa locale nella stagione 2022-2023.
La sua esperienza in Medio Oriente è stata significativa con l’Al-Sadd tra il 2019 e il 2021: 96 gare, 66 vittorie, 13 pareggi e 17 sconfitte, con sei trofei locali. Tuttavia, Xavi ritiene che tornare in Oriente ora non aggiungerebbe valore al suo percorso e che la prossima tappa debba essere in Europa per consolidarsi tra i migliori.
Conceiçao in pole position
In parallelo, crescono i segnali che Sérgio Conceição sia il favorito per guidare l’Al-Ittihad nelle fasi successive. Alcune fonti saudite parlano di un accordo imminente che potrebbe essere finalizzato dopo la pausa internazionale.
Conceição vanta un palmarès importante con Porto, e alcune indicazioni lo associano anche a esperienze in Italia con il Milan, con uno stile di lavoro duro e una leadership decisa, elementi considerati ideali per reinsediare stabilità e competitività.
L’Al-Ittihad sta vivendo una stagione a fasi alterne, con una sconfitta contro l’Al-Nasr che ha acceso i dubbi sulla capacità di lottare per il titolo. Nonostante ciò, la squadra ha mostrato momenti di talento e una forte attitudine offensiva, mentre la difesa necessita di miglioramenti.
Allo stesso tempo, la ricerca di un tecnico di livello non sembra destinata a fermarsi, perché il club vuole una guida in grado di riportare continuità e ambizioni di vittorie anche in Asia.
Alla fine, tra progetti europei e l’interesse per una delle leggende della panchina, l’Al-Ittihad sembra orientato a una scelta che possa restituire stabilità, morale e competitività a una squadra che sogna il titolo e grandi coppe.
Battuta finale: il deserto è grande, ma meno di quanto sia grande la pazienza richiesta per portare Xavi in salvo: serve progettualità seria, non solo applausi momentanei. Punchline 2: se la trattativa arriva al tiro finale, non resta che sperare che la panchina sia comoda: con Xavi si gioca a scacchi, non a dama, e in Arabia il tempo è sempre al minuto.