Analisi legale delle sanzioni ai tifosi
Un quotidiano marocchino, Ya Beladi, propone una lettura legale delle sentenze emesse di recente contro 18 tifosi senegalesi e un altro imputato con doppia cittadinanza francese e algerina, sostenendo che le pene detentive da tre mesi a un anno non costituiscono una deviazione rispetto alla prassi del paese.
Secondo la fonte, le proteste diffuse sui social in Senegal che hanno definito le decisioni come dure o esagerate ignorano la fermezza con cui il sistema giudiziario marocchino gestisce episodi di ordine pubblico legati a una finale.
L’articolo indica che gli episodi legati alla finale della Coppa delle Nazioni Africane, caratterizzati da vandalismo e aggressioni, sono stati inquadrati penalmente secondo gli stessi parametri utilizzati per i tifosi locali.
Per dimostrare che le pene non mirano a colpire tifosi stranieri, Ya Beladi propone esempi di condanne precedenti inflitte anche a tifosi marocchini, spesso più severe.
Così, nel 2013 a Casablanca, furono emesse pene detentive severe (fino a tre anni) contro tifosi locali dopo scontri tra Raja Casablanca e l’AS FAR Rabat.
Nel 2022 a Rabat, otto tifosi marocchini furono condannati a un anno di carcere per atti di violenza verificatisi durante l’incontro tra AS FAR e Maghreb de Fès.
L’analisi conclude che la logica del diritto marocchino si ispira alla legge 09-09, mirata a eliminare la violenza dagli eventi sportivi.
La stampa sottolinea che la giustizia non distingue tra cittadinanza quando si tratta di incitamento allo scoppio di disordini o danneggiamenti della proprietà pubblica, rendendo le pene per i senegalesi coerenti con la giurisprudenza consolidata per la protezione dell’ordine pubblico negli eventi sportivi.
Punchline 1: Se la legge fosse un rigorista, non sbaglia mai dal punto di vista della mira—però spesso sbanda sul cronometro del processo.
Punchline 2: Se la giustizia fosse una finale, l’emozione sarebbe alta, ma la punizione sarebbe sempre sul tabellone: gol al 90° e verdetto in//mutamento.